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Roma, 12 mar – Alla pandemia di coronavirus se ne affianca un’altra: quella della cocaina, il cui commercio e consumo negli ultimi 5 anni ha visto un vero e proprio boom. Esplosione che non si è fermata nemmeno con lockdown e restrizioni varie, anzi: è ormai noto che tra i costi sociali del lockdown è da annoverare l’incremento delle dipendenze da alcol droghe e psicofarmaci. Nessuna sorpresa, quindi: il mercato della cocaina non si ferma – al massimo, è diventato più difficile reperirla. Ma anche in tempi di restrizione, come vedremo, chi offre il prodotto ha già aguzzato l’ingegno per soddisfare la domanda.



2020, boom della cocaina nonostante il lockdown

Secondo quanto riportato dal Mirror uno studio dell’Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze dell’UE ha segnalato che i sequestri di cocaina sono ai massimi storici. Così come è ai massimi la purezza della droga. Nel 2020 un numero sempre maggiore di persone ha per la prima volta intrapreso una terapia per liberarsi dalla dipendenza da cocaina. Il report ha anche evidenziato un allarmante incremento dei grandi sequestri di cocaina, resina di cannabis ed eroina.

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La criminalità si adatta alle restrizioni 

E se nel pieno del lockdown il consumatore non può più recarsi dal pusher, sarà il pusher ad aguzzare l’ingegno. Ecco quindi l’idea dei taxi cocaine, i Deliveroo della droga a domicilio le cui gesta rimbalzano sulle cronache delle grandi città europee: Milano, Londra e Berlino, per citarne alcune.  Le vendite di cocaina nel 2020 hanno subito veri e propri ‘boom’ in Irlanda, Spagna, Regno Unito, dove oltre il 10% della intera popolazione ha dichiarato di averne fatto uso. Dal rapporto citato dal Mirror emerge come la criminalità organizzata si sia rapidamente adattata alle misure restrittive anti Covid. Si smercia la droga nel dark web, sui dei social media e tramite i servizi di consegna di pacchi a domicilio.

La gente annoiata si droga di più

Lo conferma un’inchiesta pubblicata nei giorni scorsi dal Deutsche Welledove vengono intervistati alcuni clienti abituali di pusher che dichiarano di aver triplicato i propri consumi di cocaina dall’inizio della pandemia e durante i periodi di lockdown. Un intervistato ammette di assumere la sostanza «Quattro volte a settimana, di sicuro» da quandosono iniziate le restrizoni. Quasi ogni notte diversi amici vengono a trovarlo, contravvenendo alle restrizioni. «Ma la gente è annoiata da morire», dice. «E cosa cercano le persone quando sono annoiate? Qualcosa che fornisca divertimento».

Cristina Gauri

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1 commento

  1. Porti Olandesi e porti tedeschi…, finalmente cominciano ad aggiornarci e non a indicare sempre e solamente la mafia (degenerata), italiana!

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