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Roma, 20 – L’insostenibile leggerezza di Facebook. Posizioni degli utenti tracciate senza permesso, accuse di fake news a scopo propagandistico, casi di censura assurdi e ingiustificati e adesso pure i dati di 267 milioni di utenti rimasti esposti online, senza alcuna protezione e dunque accessibili a chiunque. Il social più utilizzato al mondo è finito ancora una volta nella bufera, stavolta per un rapporto pubblicato da Comparitech che ha reso noti i dati ritrovati dal ricercatore di sicurezza Bob Diachenko. Non si tratta di vaghe informazioni finite alla mercé di chiunque, ma di nomi, cognomi, ID utente, password e numeri di telefono tranquillamente consultabili in rete.



E non parliamo neppure di un periodo di tempo tutto sommato limitato, visto che il database su cui sono stati pubblicati i dati sensibili è rimasto online per due settimane, dal 4 al 19 dicembre, ed era pure scaricabile tramite un forum hacker. Se ne deduce che siano stati trafugati i dati di milioni di utenti. Oltretutto non è nemmeno la prima volta che succede, considerato che lo scorso settembre un ricercatore ha scoperto un altro database in cui erano stati pubblicati addirittura 419 milioni relativi ad account di Facebook.

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L’anno horribilis di Facebook

“Stiamo esaminando questo problema, ma crediamo che si tratti di informazioni ottenute molto probabilmente prima dei cambiamenti che abbiamo apportato negli ultimi anni per proteggere meglio le informazioni delle persone”. Così ha commentato le rivelazioni sull’accaduto un portavoce di Facebook. Risposta piuttosto imbarazzante, perché intanto milioni di persone si sono viste esporre online i propri dati. Il 2019 non è stato dunque un anno propriamente felice per il social network, tra casi di privacy andata a quel paese, cause perse in Tribunale e altre che dovrà affrontare: le authority degli Stati Uniti stanno ad esempio approntando un’ingiunzione antitrust contro l’azienda di Mark Zuckerberg per l’integrazione effettuata tra le piattaforme Instagram, Whatsapp e Messenger.

Alessandro Della Guglia

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2 Commenti

  1. Passa il tempo ma l’ acqua sotto i ponti è sempre la stessa: chiudono la stalla quando i buoi sono scappati!

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