Roma, 13 mag – “L’Inghilterra poteva agire sulla base dei nostri insegnamenti. Non lo ha fatto e ciò è equivalso a numeri di morti e di casi superiori ai nostri” affermava Walter Ricciardi, il consigliere del ministro Roberto Speranza, nel febbraio scorso. Avevamo già evidenziato che questa affermazione di Ricciardi non fosse veritiera. Infatti, nel 2021, la mortalità in Italia ha superato del 33 per cento la mortalità nel Regno Unito. Abbiamo chiesto a Ricciardi una possibile interpretazione riguardante i dati che andremo ora a esporre in questo articolo. Per ora, il consigliere del ministro della Salute non ha risposto, come invece ha fatto tempestivamente in precedenza. Quasi tutti i Paesi europei hanno eliminati le restrizioni anti Covid alla fine di gennaio, tra questi Regno Unito e Spagna, mentre l’Italia ha iniziato ad allentare l’obbligo del green pass dal primo di aprile. Vediamo cosa è successo in Italia e nelle altre Nazioni.

In Italia, nessun aumento del tasso di positività dopo l’allentamento del green pass

Diversi virologi avevano paventato un aumento del numero dei contagi in seguito all’allentamento dell’obbligo di esibire il green pass. Ciò non è avvenuto.

Come si osserva nel grafico, un lieve aumento nel tasso di positività (nuovi positivi su tamponi eseguiti) è avvenuto a marzo, quando tutte le restrizioni erano ancora in vigore. Ciò conferma l’inutilità del green pass come strumento per limitare i contagi, finalità sancita nei decreti-legge del governo Draghi attraverso la dicitura “al fine di prevenire la diffusione dell’infezione da SARS-CoV-2”. L’inefficacia del green pass è ora scritta nero su bianco anche nell’ultimo bollettino di sorveglianza settimanale dell’Istituto superiore di sanità. Dal primo aprile al primo maggio, i nuovi casi di positività hanno riguardato per il 14 per cento i non vaccinati (il 12 per cento della popolazione) e per il 69 per cento i vaccinati con tre dosi (il 67 per cento della popolazione).

Nuovi positivi e mortalità, Italia vs Spagna e Regno Unito

Confrontando i dati italiani riguardanti i contagi con quelli della Spagna e del Regno Unito, è subito chiaro che il paventato boom di positivi nei Paesi che hanno eliminato tutte le restrizioni anti Covid alla fine di gennaio non è avvenuto. Dal primo febbraio al 31 marzo, il 5,72 per cento degli italiani ha contratto il Covid, il 5,13 per cento dei britannici e il 3,02 per cento degli spagnoli. Questo è un bilancio impietoso che conferma, ancora una volta, l’inutilità del green pass.

Avendo registrato un numero superiore di contagi rispetto agli altri due Paesi, l’Italia ha anche concretizzato un tasso di mortalità superiore. Dal primo febbraio al 31 marzo, la mortalità è stata dello 0,021 per cento, mentre nel Regno Unito è stata dello 0,011 per cento e in Spagna dello 0,019 per cento.

Non solo green pass, l’inutilità delle restrizioni anti Covid certificata da Bill Gates

In Italia, sono state praticamente censurate da tutti quotidiani e da tutti telegiornali le dichiarazioni di Bill Gates esposte il 3 maggio scorso, durante una conferenza organizzata dal centro culturale 92Y. Intervistato da Fareed Zakaria, giornalista della Cnn, su come prevenire la prossima pandemia, Gates ha evidenziato: “Non abbiamo capito che si trattava di un virus con un tasso di mortalità abbastanza basso e che si trattava di una malattia che colpiva principalmente gli anziani, un po’ come l’influenza, anche se un po’ diversa da quella”. Il più grande finanziatore privato dell’Organizzazione mondiale della sanità ha in pratica sottolineato l’inutilità delle restrizioni anti Covid imposte indiscriminatamente all’intera popolazione. Bill Gates ha altresì ammesso che i vaccini non sono perfetti perché sono inefficaci nell’impedire le infezioni e la trasmissione del virus. Ciò ha messo una pietra tombale sull’imposizione del green pass che aveva come scopo quello “di prevenire la diffusione dell’infezione da SARS-CoV-2”.

Bill Gates ha pure evidenziato che il vaccino ha una durata della protezione limitatissima negli anziani, ovvero nella fascia di popolazione più esposta ai rischi della malattia da Covid: “I dati di diversi Paesi dicono che, se hai 70 anni, entro quattro o cinque mesi dopo aver preso il vaccino, la protezione sta davvero diminuendo in modo strano”.

Ovviamente, il filantropo della salute mondiale non si è scoraggiato e ha promesso un vaccino “aggiustato”.

Francesca Totolo

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