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Genova, 11 mag – Arriva la tanto “agognata” Fase 2 e in Liguria la giunta presieduta da Giovanni Toti lavora per la riapertura per le spiagge già dal 18 maggio, ma i proprietari degli stabilimenti balneari lanciano un allarme relativo all’obbligo di distanziamento sulle spiagge, e voglio anche fare chiarezza sulla durata delle concessioni. Enrico Schiappapietra, presidente ligure del Sindacato italiano balneari Confcommercio, dichiara: “Bisognerebbe che ci dicessero che avremo continuità: buona parte delle concessioni scade nel 2020. Sarebbe sufficiente che tutte le amministrazioni dicano che applicano la norma che le estende”.

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Spiagge, costi fissi e investimenti

“Se scendiamo sotto al 50% di ricavi rispetto all’anno precedente, pur diminuendo la forza lavoro, sicuramente non potremo gestire lo stabilimento e saremo costretti a chiudere”, dice ancora Schiappapietra.  “Ci sono i costi fissi del salvataggio, di affitto, di Tari, Imu, l’imposizione fiscale è in media del 65%, stipendi, i costi di acquisto delle materie prime. Quando si parte con una concessione ci sono dei investimenti iniziali di circa 30-50 mila euro ad attività. Siamo pronti a un’estate sociale ma ci serve una continuità aziendale”.

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“Estensione delle concessioni”

Poi Schiappapietra ricorda che “la legge di stabilità del 2018, dopo le mareggiate che distrussero le coste propose di ricostruire a fronte di un’estensione delle concessioni al 2033″. E via di altri investimenti e mutui che ora  mettono ancor di più in difficoltà i proprietari degli stabilimenti liguri: “Abbiamo ricostruito, fatto mutui e furono estese al 2033, ma la norma un po’ è applicata e un po’ no“. Da qui, la richiesta di chiarezza in un momento di grande insicurezza: “Sarebbe sufficiente che tutte le amministrazioni dicano che la applicano”.

Ilaria Paoletti

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