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Feltri dà il cinque a Johnson: “Dio salvi Boris e ci liberi da Di Maio e Zingaretti”

by Cristina Gauri
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Roma, 16 dic – Aveva già dato il suo endorsement a Boris Johnson esultando per la sua vittoria durante il programma della Merlino, e lo ribadisce in un editoriale su Libero: Vittorio Feltri si spende ancora una volta per il premier inglese – senza dimenticare di bastonare la sinistra nostrana – che settimana scorsa ha stravinto le elezioni in Gran Bretagna.

Una sinistra fuori dal tempo e dalla logica

“Tutta la stampa conformistica del Continente dava del buzzurro e perfino dell’idiota al premier inglese Boris. Poi però si sono svolte le elezioni e costui le ha stravinte ottenendo percentuali di consenso imbarazzanti per gli sconfitti”, attacca il direttore. E arriva la stoccata ai dem nostrani: “I laburisti oltremanica sono identici ai loro colleghi del Pd, fuori dal tempo e dalla logica. Criticano gli avversari per la pettinatura, per il loro linguaggio, per il modo in cui si presentano in pubblico, per tutto meno che per la politica”, riferendosi all’abitudine, tutta progressista, di stigmatizzare i politici avversari per come si presentano – vedi anche l’esempio di Trump – proprio loro, i primi pronti a inalberarsi se si dice alla Murgia che è grassa o alla Bellanova che si veste male.   

Lo sfascio è imminente

“Johnson è stato accusato di essere ignorante e cafone, esattamente gli stessi appunti rivolti qui da noi a Salvini e alla Meloni”, fa notare Feltri. “Però gli inglesi hanno gradito e confermato il loro primo ministro e sono favorevoli alla Brexit che significa togliersi il cappio della Ue e rendersi liberi dai condizionamenti restrittivi di Bruxelles. Nei prossimi mesi vedremo quale sarà il destino dell’Inghilterra in campo finanziario”, prosegue il giornalista orobico, augurandosi che l’Europa “andrà a farsi benedire quanto si merita. Poiché saremo davanti alla dimostrazione del suo fallimento, alla sua inadeguatezza a tutelare gli interessi dei cittadini di vari Paesi che non hanno nulla in comune, né la lingua né la cultura né le leggi né i costumi. Lo sfascio è imminente“. E poi una dedica di tutto cuore: “Dio salvi Boris e pure la regina. E ci liberi da Di Maio, da Conte e Zingaretti“.

Cristina Gauri

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