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Roma, 16 dic – “È ridicolo cantare Bella Ciao nell’Italia dei nuovi invasori”. Così Red Ronnie, intervistato da La Verità, tuona ancora contro la piazza delle sardine e in generale i contestatori di Matteo Salvini. La scorsa settimana, il creatore del Roxy Bar aveva già detto la sua a riguardo, con un intervento decisamente lucido sull’attuale situazione politica. Non ha cambiato idea, ha invece rilanciato: “Siamo un Paese sottomesso: se essere sovranisti significa rivendicare il diritto di contare nella terra dove sono nato e cresciuto allora per me è un complimento”, ha detto Red Ronnie.



Quanto poi sia del tutto fuori luogo cantare proprio quella canzone per opporsi ai “sovranisti”, dovrebbe essere chiaro anche a chi la canta. “Il testo recita ‘una mattina mi son svegliato e ho trovato l’invasor'”, ha fatto notare il critico musicale. Sarebbe dunque Salvini l’invasore? “Ma no. Anzi. Semmai Salvini combatte le nuove invasioni. Intanto assistiamo ad un’invasione culturale ai nostri danni. Per dire, io non sono propriamente cattolico: ma non riesco a comprendere quelli che considerano il crocifisso nelle scuole come un’offesa alla sensibilità altrui”.

A sinistra “falsità e strumentalizzazione”

Un’opinione meritevole quantomeno di considerazione anche da parte di certi ottusi personaggi con la verità in tasca, se non altro perché Red Ronnie non è tacciabile di essere uno storico elettore di destra. Anzi, “io ho avuto per anni la tessera del Pci in tasca. Poi un giorno ho smesso di identificarmi in quella parte politica: troppa falsità”.

Il critico musicale non ha peli sulla lingua e mostra di apprezzare ben poco anche certi artisti che salgono puntualmente sul carro dei contestatori di sinistra. Ad esempio Patti Smith, che nei giorni scorsi si è apertamente schierata con le sardine: “Temo abbia sbagliato – ha detto il critico musicale – questi artisti stranieri spesso si lasciano irretire da ciò che leggono sul nostro Paese. Questi ragazzi mi danno l’impressione di essere strumentalizzati, gestiti da altri”.

Alessandro Della Guglia

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