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Roma, 19 apr — Stagista a Palazzo Chigi e nipote di un «big» delle forze armate: con questi «titoli» e una massiccia dose di arroganza una ragazza venticinquenne ha cercato di trarsi fuori dai guai — arrivando persino a minacciare le forze dell’ordine — dopo che una pattuglia di agenti l’ha fermata oltre l’orario del coprifuoco a Prati senza giustificato motivo. 

Secondo quanto riportato da Romatoday, la ragazza avrebbe cercato di legittimare la propria situazione riferendo di essere stata a casa di un’amica per portare a termine un progetto lavorativo. Una cosa tira l’altra e la 25enne non si sarebbe accorta di avere «sforato» l’orario del coprifuoco, cioè le 22. Quando si è giovani il tempo vola, si sa: e così la polizia ha beccato la nostra stagista mentre camminava per strada alle 2:30 della notte fra domenica e lunedì. Quattro ore e mezzo, un lasso di tempo un po’ troppo dilatato per credere alle scuse della donna.

La stagista e nipote di un «big» non vuole pagare la multa

Avvicinata dalle forze dell’ordine, la 25enne ha fin da subito mostrato un atteggiamento poco collaborativo. Tanto che, fornendo i documenti di identificazione per compilare l’autocertificazione, avrebbe così avvertito i tutori dell’ordine: «Lavoro come stagista a Palazzo Chigi». Quasi a implicare una sua posizione di potere, di privilegio che le permettesse di circolare libera la notte senza incorrere in sanzioni come tutti i comuni mortali. Non paga, per intimidire gli agenti la stagista di Palazzo Chigi avrebbe ostentato la sua parentela con un ufficiale delle Forze armate. «Non sono una pischella qualunque, con me cascate male, state attenti». Poi avrebbe incalzato, al culmine dell’arroganza: «Per le mie competenze io sono al di sopra di voi, non potete fare quello che state facendo».

Denunciata per minacce

Le minacce e le vanterie della giovane non hanno smosso di un’unghia le intenzioni degli agenti, che oltre ad elevarle la sanzione di 400 euro prevista l’hanno pure denunciata per minacce. La reazione della stagista è stata a dir poco esplosiva. «Datemi i vostri nomi, io vi rovino», ha sbraitato. «Dammi il tuo nome. Hai preso la persona sbagliata, ti faccio perdere il posto di lavoro», con la presunzione superba da ragazzina viziata che chi pensa di poterle avere tutte vinte. «Non mi importa, tanto paga Palazzo Chigi», ha infine affermato la giovane, che durante il fermo è arrivata a chiedere l’intervento dei carabinieri tramite 112. Il motivo? Non si sentiva tutelata dalla Polizia di Stato. Per questo motivo potrebbe quindi essere deferita per procurato allarme.

Cristina Gauri

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Classe 1977, nata nella città dei Mille e cresciuta ai piedi della Val Brembana, dell’identità orobica ha preso il meglio e il peggio. Ex musicista elettronica, ha passato metà della sua vita a fare cazzate negli ambienti malsani delle sottoculture, vera scuola di vita da cui è uscita con la consapevolezza che guarire dall’egemonia culturale della sinistra, soprattutto in ambito giovanile, è un dovere morale, e non cessa mai di ricordarlo quando scrive. Ha fatto uscire due dischi cacofonici e prima di diventare giornalista pubblicista è stata social media manager in tempi assai «pionieri» per un noto quotidiano sabaudo. Scrive di tutto quello che la fa arrabbiare, compresi i tic e le idiozie della sua stessa area politica.

8 Commenti

  1. sara’ un troll debbunga che lavora per l’odio disinformativo di open o per quelli di frociella politica

  2. Spero che questa ragazza non vada a ricoprire nessuna posizione di responsabilità, non prima di aver capito, di essere maturata.
    Piuttosto mi domando da chi abbia preso l’esempio… poveri noi, povera Italia.

  3. Che delusione, almeno un paio di calci negli stinchi alla sbirraglia poteva anche tirarglieli. Eh, non ci sono più le isteriche di un tempo.

  4. non c’è problema:
    intanto dentro per accertamenti,
    e di seguito una pedata nel sedere dal suo lavoro di stagista:
    che vada a lavar le scale per mangiare,che questo è il suo livello.

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