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Roma, 19 apr – Luciana Littizzetto si esibisce in un monologo contro il senatore leghista Simone Pillon sulla tv pubblica, pagata in parte da noi e non solo non fa ridere (il tema è ovviamente la nuova emegrenza petalosa, Ddl Zan) ma ci prende anche le sberle, metaforicamente parlando, proprio da Pillon.



Littizzetto: “Il Ddl Zan allarga i diritti

Luciana Littizzetto terrible ma non più tanto enfant della scrivania di Fazio, usa la Rai per una lettera al senatore Simone Pillon: “Caro Pilli, Pipillone bello, Pillon de mi corazon che quando senti parole che iniziano per omo o per trans tremi. Se ti dicono transiberiana, transistor, transaminasi, ti inalberi, se ti offrono un omogeineizzato ti tiri i peli del naso come fossero corde di campana”. Tutto spazio pubblico occupato per spiegarci che il Ddl Zan “è una legge che non accorcia i diritti di nessuno, anzi li allarga. Se passa la legge Zan potete continuare a fare i vostri pensierini omofobici”.

Disinformazione e partigianeria pagati dal vostro canone

“Questo Ddl dice semplicemente che se tu insulti o picchi una persona per via del suo orientamento sessuale o per il suo genere o per la sua disabilità, devi subire una condanna pecuniaria o penale.” continua la Littizzetto “siamo ancora qui a discutere se sia lecito insultare o picchiare gli omosessuali?”. Insomma, il solito guazzabuglio di confusione, partigianeria e soprattutto disinformazione gentilmente offerto dal vostro canone. La Littizzetto si ben guarda dal notare che non solo i leghisti nutrono dubbi seri sulla legittimità del Ddl Zan.

La replica di Pillon: “Lucianina, ma tu lo hai letto il Ddl Zan?” 

Pronta arriva la replica di Pillon, che le fa il verso: “Mia cara Lucianina, Lucy, gambino di sedano, ti posso fare una domandina? Ma tu hai letto il codice penale? E il ddl Zan, lo hai letto? O leggi solo le veline che ti passa il PD? Se tu li avessi letti, avresti scoperto una cosa carina, e cioè che già oggi, con le leggi in vigore, “se tu insulti o picchi una persona per via del suo orientamento sessuale o per il suo genere o per la sua disabilità, devi subire una condanna pecuniaria o penale”. Anzi, applicando il già vigente art. 61 puoi ottenere pene aggravate per chi sia così stupido o pericoloso da aggredire qualcun altro perché gay, o perché non la pensa come lui”.

“Noi rispettiamo tutti, ma non ti permetto di diffamarmi”

Continua ancora il senatore su Facebook: “Il ddl Zan dice che donna non è la persona con i cromosomi xx, ma anche un maschio che si sente donna. E a lui spettano quote rosa, gare sportive femminili, diritti delle donne. Il ddl Zan dice che sarà punita la semplice istigazione alla discriminazione contro i diritti LGBTQ+, e siccome tra i diritti pretesi ci sono il matrimonio e i figli, chiunque farà propaganda contro il matrimonio gay o l’utero in affitto si beccherà da 2 a 6 anni di reclusione. Il ddl Zan dice che, con la scusa della “giornata nazionale contro omofobia, bifobia, lesbofobia e transfobia” bisogna insegnare ai bambini fin dai 3 anni, l’ideologia gender“. “Noi, cara Luciana, rispettiamo tutti, e non vogliamo che ci siano alcuni più uguali di altri. Tu invece rispetti solo chi ti pare, e ti permetti di diffamarmi, dicendo che ho la testa vuota. Meriteresti una querela, ma il mio Maestro mi ha insegnato a non rispondere al male col male, perciò stai tranquilla, non sarai accusata di pillonfobia. Solo, la prossima volta, visto che sei democratica, ricordati di garantire il contraddittorio. È facile sparare addosso agli assenti… Oltretutto lo stipendio te lo paghiamo tutti, e tutti abbiamo diritto di essere rappresentati nella tv pubblica, no?”, continua Simone Pillon.

“E’ nostro dovere alzarci in piedi”

Che conclude, affossandola definitivamente: “PS: io non penso di essere caxxialtruifobico, come dici. Per conto mio ognuno faccia come gli pare, anche sul soffitto se gli piace. Ma se limitano la mia libertà di pensiero, e più ancora se cercano di legittimare indirettamente pratiche orrende come l’utero in affitto o peggio se cercano di andare nelle scuole a indottrinare i miei figli, allora è mio dovere alzarmi in piedi. È nostro dovere alzarci in piedi”.

Ilaria Paoletti

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3 Commenti

  1. Ma la compagna Littizzetto legge solo i bonifici delle sue ospitate e degli affitti dei suoi numerosi immobili.

    • Persone con patologie intellettive ascrivibili alla dissociazione cognitiva della personalità, quindi coloro che non si riconoscono nel proprio corpo, debbono essere curati non assecondati, com’è sempre avvenuto nella medicina moderna. Il decreto Zan cerca di sdoganare teorie inaccettabili per la totalità del genere umano, un conto è tutelare le minoranze, un altro è lasciare che pochi decidano per la moltitudine. Gli omosessuali sono, in prevalenza dei bambini capricciosi, che mettono la sessualità al centro della loro esistenza e vogliono che ogni loro depravazione venga assecondata. Chiedetevi perché questi maschi vogliano adottare oppure, attraverso la maternità surrogata, concepire solo dei maschietti, chi credete faccia il bagnetto a queste creature? Questi esseri laidi vogliono porre le loro sudice mani su corpi di questi infanti, così da soddisfare le loro ripugnanti velleità. Avete stancato con le vostre richieste, troppo è stato concesso bisogna porvi un freno. Gli esseri umani vengono e verranno sempre concepiti dall’unione di un uomo e una donna, tutto il resto è follia e depravazione. Fatevene una ragione e smettetela di ammorbarci con le vostre richieste deliranti!

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