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Firenze, 17 nov – All’esercito delle quasi 46mila vittime del coronavirus in Italia vanno aggiunti altri due tronconi. Il primo, quello inevitabile, delle vittime «collaterali», di cui nessuno parla e sicura, cioè di coloro che trovandosi a combattere con altre patologie che non siano il Covid-19, si vedono ritardare screening, diluire le cure, posticipare esami. Da qui i morti per tumori non diagnosticati in tempo, gli infarti, gli ictus, il diabete trascurato, il numero dei bimbi nati morti triplicati nel Lazio durante i lockdown.

Vittime “collaterali”

Il secondo è quello dei suicidi per la crisi. In queste settimane, nei prossimi mesi o anni: nessuno può prevedere quanto gli strascichi della corrente situazione economica – che per ora non sembra vedere la luce in fondo al tunnel, anzi, verrebbe da dire che siamo solo agli antipasti – colpiranno, e fino a quando. Oltre alla disperazione e depressione per quarantene e lockdown, ci sono i contraccolpi della peggior crisi economica dal dopoguerra a oggi.

Suicida a Firenze

L’ultimo suicidio in ordine di tempo lo ha riportato ieri FirenzeToday. Il cadavere di un uomo è stato ritrovato privo di vita nell’abitazione della madre, situata nel capoluogo toscano. Sul posto, a rilevare il tragico fatto, sono intervenuti gli agenti del commissariato San Giovanni, la squadra mobile della questura di via Zara e la sezione scientifica della polizia, oltre ai sanitari del 118 con l’automedica.

Disoccupato da marzo

Tuttavia per l’uomo non c’era già più niente da fare, alle autorità non è rimasto che constatarne il decesso. Secondo le prime ricostruzioni, il suicida aveva perso il lavoro lo scorso marzo, in concomitanza con il primo lockdown. Era impiegato come chef in un ristorante. Nonostante gli sforzi per trovare un nuovo impiego, da quel momento era rimasto disoccupato. Per questo motivo l’uomo sarebbe entrato in una fase di profonda depressione, tanto da spingerlo a chiedere l’aiuto di uno psicologo. Depressione culminata con la notizia dell’entrata della Toscana in zona rossa, che lo avrebbe spinto a togliersi la vita in concomitanza con l’inizio del secondo lockdown. Non avrebbe lasciato biglietti di addio.

Cristina Gauri

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