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Firenze, 19 ott – Un capitello è crollato all’interno della Basilica di Santa Croce a Firenze, un grosso frammento caduto da un’altezza di 30 metri che ha colpito un turista spagnolo di 52 anni, uccidendolo. L’incidente è avvenuto poco dopo le 14:30 e l’uomo è morto sotto gli occhi della moglie. ll distacco è avvenuto nei pressi della navata destra e il frammento caduto (tecnicamente definito peduccio) è un elemento di rinforzo in pietra, di 15 centimetri per 15 di grandezza. Un elemento che fa da sostegno a una trave. Secondo le prime ricostruzioni, a provocare il distaccamento dell’elemento in pietra sarebbe stato probabilmente, nel tempo, il peso della trave stessa.



Resta di fatto la gravità di quanto accaduto, perché ovviamente un uomo è morto a causa del crollo e perché si tratta di un patrimonio artistico unico che rischia ulteriori crolli. L’Italia possiede il più grande patrimonio culturale a livello mondiale. Oltre 4.000 musei, 6.000 aree archeologiche, 85.000 chiese soggette a tutela e 40.000 dimore storiche censite. Per non parlare del più alto numero al mondo di siti Unesco. Tra questi ultimi figura anche il centro storico di Firenze ed è quindi ancora più grave che un patrimonio soggetto a tutela da parte dell’Onu subisca un tale crollo.

Non solo, uno dei fattori più allarmanti è la scarsa attenzione che l’Italia mette per restaurare i propri monumenti. L’Italia è infatti al penultimo posto nella Ue (dietro la Grecia) per percentuale di spesa pubblica destinata alla cultura (1,4% a fronte del 2,1% medio europeo). La Basilica di Santa Croce, presidiata adesso da polizia e vigili del fuoco, resterà chiusa fino a domani. Ma non è accettabile semplicemente che venga esaminato un crollo, è un sistema di tutela che non funziona. E che ha delle cause ben precise, a partire appunto dalla mancanza di volontà di salvaguardare il nostro straordinario patrimonio artistico.

Alessandro Della Guglia



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3 Commenti

  1. sarebbe il caso di occuparci più di preservare e tutelare quello che ci riguarda (vita dei turisti compresa) piuttosto che spendere tempo e soldi per chi con noi non c’entra nulla.

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