Firenze, 11 ott — E’ di un morto e di un ferito in gravissime condizioni il bilancio di una furibonda lite avvenuta a Firenze tra due fratelli marocchini (di 20 e 26 anni) e altri due connazionali e che ha portato all’arresto dei primi con l’accusa di omicidio e tentato omicidio.

Quattro marocchini coinvolti in due risse, un morto

L’episodio, secondo quanto riportato da FirenzeToday, si è verificato intorno alle due della notte tra sabato e domenica scorsi nei giardini in via delle Gore, nelle vicinanze dell’ospedale Careggi del capoluogo toscano. Gli uomini delle volanti intervenuti sul posto si sono ritrovati davanti a una scena raccapricciante: due immigrati di origine nordafricana riversi in una pozza di sangue. Sangue che sgorgava da ferite inferte con un’arma da taglio alla gola, alla schiena, nell’addome. Fendenti sferrati con l’intenzione di uccidere. Per uno dei due marocchini — anch’essi fratelli, di 24 e 27 anni — non c’è stato niente da fare. Dopo essere stati trasportati entrambi d’urgenza al più vicino ospedale, il più giovane è deceduto, mentre il 27enne è tutt’ora ricoverato e non sarebbe in pericolo di vita, nonostante versasse in condizioni gravi all’arrivo nella struttura.

L’arresto

Le indagini della Squadra Mobile hanno consentito l’identificazione di due sospetti, la coppia di fratelli di 20 e 26 anni. Per loro sono stati emessi due decreti di fermo di indiziato di delitto. La ricostruzione delle dinamiche che hanno portato all’omicidio ha fatto emergere l’antefatto alla base dell’aggressione. Stando alle ricostruzioni, le due vittime dell’accoltellamento avrebbero aggredito inizialmente il 26enne, che di conseguenza avrebbe fatto ricorso alle cure del pronto soccorso. Allontanatosi dalla struttura senza avvertire il personale medico, avrebbe combinato un appuntamento ai giardini con i suoi aggressori, presentandosi con il fratello di 20 anni. Entrambi i marocchini erano armati di coltelli e oggetti contundenti. Fino all’epilogo, tragico, che ha visto la morte di uno degli opponenti e il ferimento dell’altro. 

Cristina Gauri

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