Roma, 11 ott – Cosa c’era nella fantomatica agenda Draghi? Mistero, ma i suoi pervicaci apologeti dovrebbero spiegarci come mai il “governo dei migliori” si è rivelato tra i meno efficaci d’Europa nel tamponare la crisi energetica. Prova ne siano i dati sulle bollette dell’energia elettrica: in Italia sono le più care del Vecchio Continente. Nessuno, in soldoni, paga più di noi. Tutta colpa dell’esecutivo uscente? No, ovviamente, ma i numeri restano impietosi e Draghi non ci ha certo “salvato”.

Paghiamo più di 300 euro ogni ora

Come fatto da Il Messaggero (sulla base degli inequivocabili dati delle principali Borse europee), l‘Italia sborsa più di 300 euro ogni ora. Una cifra pazzesca, a maggior ragione se confrontate con quelle delle altre nazioni Ue. Qualche esempio? La Germania paga 246 euro al megawattora, i Paesi Bassi 253 euro, il Belgio 255 euro, l’Irlanda 237 euro. C’è poi chi tira fuori “appena” 184 euro come la Spagna e 185 euro come il Portogallo. Nessuno di fatto sfonda quota 300 euro come l’Italia, tranne la Grecia. Dall’inizio del 2022 a oggi, l’Italia ha speso il 30% in più rispetto alla Germania, il 10% in più rispetto alla Francia e addirittura il 75% in più rispetto alla Spagna. Il governo di Madrid infatti ha messo un tetto sull’energia, evitando l’impennata dei prezzi.

Bollette, perché in Italia sono le più care d’Europa

Una delle principali cause dell’enorme prezzo pagato dall’Italia è il rialzo del gas naturale, come noto basato sulle contrattazioni del Ttf di Amsterdam. Di fatto il costo del gas determina in buona parte quello dell’energia elettrica. Vale in particolare per la nostra nazione perché, stando ai dati dell’Agenzia internazionale dell’energia, è il Paese europeo che brucia più gas per generare elettricità. L’Italia però è tristemente sul tetto d’Europa, ovvero ai primi posti relativamente ai prezzi dell’energia elettrica, ormai da anni. Basti osservare i vecchi dati Eurostat relativi al primo semestre 2016.

Alessandro Della Guglia

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