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Foggia, 18 mar – Nemmeno a Foggia si sta con le mani in mano per quanto riguarda le attività illegali lucrative sorte in seno all’epidemia di coronavirus. Ed è così che i finanzieri del Comando Provinciale cittadino sono arrivati a denunciare 7 esercizi commerciali beccati a vendere materiale contraffatto a prezzi spropositati, approfittando della psicosi sorta in seguito al diffondersi del contagio. 

Prendiamo per esempio le 6mila mascherine monouso, completamente prive dei requisiti di sicurezza previsti dalle normative per la vendita al dettaglio e sequestrate dalle Fiamme gialle a un grossista di detersivi, a una merceria di Foggia e ad un farmacista di Ortanova: in un caso le mascherine messe in vendita erano costituite da un filtro simile a quello filtrante utilizzato per le cappe dei piani cottura, inserito e cucito alla bell’e meglio in un pezzo di stoffa di cotone; in un altro caso gli ingegnosi truffatori avevano utilizzato coppe anatomaiche di reggiseni alle cui estremità era stato cucito un elastico.

Ma non è tutto. Ulteriori controlli hanno permesso di individuare e sequestrare, “nel capoluogo foggiano, in più punti vendita, n. 2.820 flaconi, di varie dimensioni, di igienizzante per le mani” palesemente contraffatto. I prodotti detergenti, fa sapere la Guardia di finanza “venduti a prezzi sproporzionati, risultati privi di qualsiasi forma di tracciabilità e/o certificazione sulla loro origine o, in altri casi, riportanti proprietà disinfettanti, non reali, carenti di qualsiasi indicazione sulla etichetta della prescritta autorizzazione alla commercializzazione del presidio medico, che viene registrata presso il Ministero della Salute”.

Cristina Gauri

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