Roma, 8 nov – La Francia ha deciso di aprire il porto di Marsiglia alla nave Ocean Viking. Lo farà “nella notte fra mercoledì e giovedì o nella giornata di giovedì”, ha dichiarato all’Ansa una fonte del ministero dell’Interno francese. “Lo sbarco a Marsiglia si svolgerà sotto la supervisione della Prefettura. Saranno fatti scendere tutti i migranti dalla nave e poi registrati come richiedenti asilo“, hanno spiegato le stesse fonti transalpine. Questo significa che il governo di Parigi ha deciso di non adottare selezioni tra i passeggeri della Ocean Viking, ovvero non saranno fatti scendere i fragili e lasciati a bordo gli altri. “Non ci sono restrizioni possibili, tutti hanno diritto di presentare la domanda di asilo”, dicono le fonti del ministero dell’Interno transalpino.

La decisione era nell’aria, anticipata in qualche modo dalla presa di posizione delle autorità di Parigi. Pochi giorni fa, il ministro dell’Interno francese Gerald Darmanin, aveva chiesto all’Italia di rispettare il “diritto internazionale” in materia di immigrazione. Poi, il ministro della Solidarietà francese, Jean-Christophe Combe, aveva detto che la Franca “è pronta ad accogliere i migranti se l’Italia autorizzerà lo sbarco” della Ocean Viking.

La Ocean Viking è di Ong con sede proprio a Marsiglia

E’ bene precisare che Ocean Viking è una nave noleggiata dal luglio 2019 dall’associazione SOS Méditerranée, Ong con sede proprio a Marsiglia. Dunque la Francia non ha fatto altro che aprire il porto a una “sua” imbarcazione, tentando prima di propinarci una stucchevole lezioncina sui diritti umani. A ben vedere la mossa del governo Macron è quindi una furbata: tentare di mostrarsi accoglienti prendendosi soltanto i clandestini trasportati da una Ong di casa e al contempo accusare, neanche troppo velatamente, l’Italia di non rispettare le leggi internazionali sull’immigrazione. Un teatrino piuttosto triste, peraltro facilmente smascherabile. Basterà vedere nei prossimi giorni se “l’accogliente” Francia aprirà il porto di Marsiglia anche alle altre navi Ong che puntano le coste italiane. Nel nome del “diritto internazionale”, si intende.

Eugenio Palazzini

 

 

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