Roma, 8 nov – Tagli e licenziamenti di massa arrivano anche per le Big Tech, le quali sembrerebbero trovarsi ora in un momento di difficoltà che sta travolgendo tutta l’industria digitale. Twitter ha licenziato venerdì scorso metà dei suoi 7.500 dipendenti nella frana provocata dall’arrivo di Elon Musk, nello stesso giorno anche Lyft (alternativa nel settore dei servizi di trasporto individuale) e Stripe (software per pagamenti elettronici) hanno messo alla porta migliaia di dipendenti. Lo stesso Zuckerberg ha annunciato drastici ridimensionamenti di personale per la sua Meta, in difficoltà sia per quanto riguarda i ricavi che per la risposta dei mercati.

Le Big tech licenziano e perdono profitti

La brusca inflessione dell’industria tecnologica ha portato a crolli dei profitti e ondate di licenziamenti in tronco, con Amazon e Google che già in estate avevano decretato il blocco delle assunzioni. Ogni tipo di industria del settore sta subendo ridimensionamenti: Philips, DataRobot, Zillow (compravendita digitale di immobili), Wayfair (gigante dell’arredamento online) e molte altre si trovano in difficoltà. Il colpo più consistente sembrerebbe averlo subito Meta, azienda che nell’ultimo anno ha perso addirittura il 70% del suo valore e che ha visto crollare fatturato e profitti, continuando imperterrita ad investire miliardi di dollari nel Metaverso. Un fattore da non sottovalutare è la confermata crisi di grandi industrie strategiche per il settore come Intel, produttrice di semiconduttori, che in un anno ha perso metà del valore e pare si prepari a ridurre la sua forza lavoro.

Crisi di sistema o scossa di assestamento?

Dopo gli anni della pandemia, dove i servizi online e l’economia digitale sono cresciuti a dismisura, il settore sembrerebbe entrare in un periodo di crisi. Gli esperti trovano diverse similitudini con la crisi del 2000 quando esplose la prima bolla tecnologica che mise fine all’euforia di una dotcom economy senza limiti. Sicuramente, a malincuore, non siamo alla fine del dominio delle Big Tech ma un aggiustamento naturale sommato ad una crescita eccessiva può portare a degli scossoni sul mercato non indifferenti.

Andrea Grieco

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