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Milano, 16 nov – Periodicamente Massimo Galli, direttore di malattie infettive all’Ospedale Sacco di Milano, dice che sparirà dai radar della comunicazione per concentrarsi solo sul lavoro, cosa che non succede mai. Domenica, infatti, era ospite a L’aria di domenica su La7 dove ha risposto ad alcune domande circa la sua affiliazione politica. Se non fosse ancora chiara …

Galli: “Sempre stato di sinistra”

“Sono ancora di sinistra? Lo sono sempre stato in vita mia” così dice Massimo Galli a L’aria di domenica Avevo 17 anni nel ’68, come molti coetanei ho fatto parte di una cultura che non rinnego nemmeno per un pezzettino. Sono consapevole che il tempo passi e la storia si modifichi, ma questo non significa rinnegare. Sono ancora di sinistra? Lo sono sempre stato in vita mia”, continua Galli.

Galli: “Sono tentato dal wash out completo”

Nonostante sia praticamente una presenza fissa in televisione dallo scoppio della pandemia, Galli sostiene di non apprezzare telecamere e microfoni, e di volersi defilare da quello che definisce un “derby dei virologi”. “Sono tentato di fare un periodo di wash out completo, l’unica fede che ho è quella calcistica ben definita. Lo sanno tutti che sono interista. Molto francamente, credo vada considerato il fatto che ci sono posizioni derivate da dati scientifici e altre che sono legate a ipotesi campate in aria o previsioni che si rivelano fallaci. Non trovo nessun gusto ad aver ragione”, dice. ancora Galli “Tutti quelli che si sono espressi con cautele basate sui dati sarebbero stati felici di avere torto, non abbiamo gran voglia di continuare a mettere la faccia in questioni che sarebbero di competenza altrui. Lo faccio, anche se non ho libri da promuovere, candidature o interessi specifici”, conclude. In breve, Galli “minaccia” un’altra sosta dall’esposizione mediatica, non prima di aver aggiunto caratteristiche al suo personaggio: quanto durerà, questa volta?

Ilaria Paoletti

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2 Commenti

  1. Sesso, droga e Rock and Roll, facile distinguersi ed emergere prima con i voti politici, poi con Hiv rampante e studio-aggiornamenti alla italiota… Almeno non sputa nel piatto in cui ha mangiato. Ma da li a pontificare nel 2020, sotto i disastri dati dalla sub-cultura sessantottina ci vuole un bel coraggio… Senza ritegno, come sempre.

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