Il Primato Nazionale mensile in edicola

Roma, 10 ago — Si chiama Ibrahim Rudi e ha 20 anni il ragazzo di origine albanese che stamattina all’alba ha esploso una serie di colpi ad altezza d’uomo — senza per fortuna ferire i presenti — nel pieno centro di Gallipoli e poi si è dato alla fuga. La polizia lo ha rintracciato nel pomeriggio a Novoli, dove si trovava con un amico coetaneo.



Gallipoli, rintracciato l’autore della sparatoria

La vicenda si è conclusa senza feriti ma avrebbe potuto facilmente degenerare in tragedia. Per questo motivo il giovane potrebbe presto affrontare un’accusa di tentato omicidio. Nel corso dell’interrogatorio il ragazzo avrebbe giustificato il gesto definendolo un «atto dimostrativo» nei confronti di alcuni residenti e in particolar modo di una ragazza, che in precedenza il giovane albanese avrebbe frequentato, e dell’attuale compagno di lei.

La gelosia alla base del gesto

Almeno una ventina i colpi esplosi. Alla base dell’agguato a Gallipoli non c’è stato un movente legato alla criminalità quanto, piuttosto, alla gelosia, degenerato nella sparatoria che ha squarciato l’alba di stamattina. Tutto avrebbe avuto inizio in seguito ad una lite tra il ragazzo e la sua ex. Poi gli spari, che si sono infranti contro il muro e le colonne dello stabile. Per pura fortuna i colpi non hanno raggiunto il gruppetto di persone di cui facevano parte anche la ex 26enne e il suo attuale partner. Nessun ferito, nonostante gli spari ad altezza d’uomo. Sul posto sono intervenuti i carabinieri e gli agenti di polizia locale, mentre i militari della Sezione investigazioni scientifiche, inviati sul posto da Lecce, si occupavano dei rilievi.

Cristina Gauri

Pivert casual italian brand

La tua mail per essere sempre aggiornato

Articolo precedenteStudiare bene senza averne voglia: i consigli dello staff di Efficacemente.com
Articolo successivoChe ci fanno Bill Gates e Jeff Bezos in Groenlandia
Classe 1977, nata nella città dei Mille e cresciuta ai piedi della Val Brembana, dell’identità orobica ha preso il meglio e il peggio. Ex musicista elettronica, ha passato metà della sua vita a fare cazzate negli ambienti malsani delle sottoculture, vera scuola di vita da cui è uscita con la consapevolezza che guarire dall’egemonia culturale della sinistra, soprattutto in ambito giovanile, è un dovere morale, e non cessa mai di ricordarlo quando scrive. Ha fatto uscire due dischi cacofonici e prima di diventare giornalista pubblicista è stata social media manager in tempi assai «pionieri» per un noto quotidiano sabaudo. Scrive di tutto quello che la fa arrabbiare, compresi i tic e le idiozie della sua stessa area politica.

1 commento

Commenta