Roma, 30 set – Non solo proteste, cortei e cori alla manifestazione “Fridays for future” contro i cambiamenti climatici di venerdì scorso. In tutto questo (discutibile) tripudio di entusiasmo adolescenziale ha sguazzato anche la feccia, che ha deciso di approfittare della ressa sui mezzi, presi d’assalto dagli adolescenti – ma soprattutto dalle adolescenti – per sfogare i propri istinti da bestia.

E’ stato il caso del 32enne gambiano arrestato dalla polizia con l’accusa di violenza sessuale, che ha palpeggiato una ragazza di 15 anni mentre aspettava la metropolitana sulla banchina della stazione di Roma Termini. Approfittando dell’enorme sovraffollamento dovuto all’affluenza dei partecipanti del corteo, il 32enne si è avvicinato alla schiena della ragazza, arrivando al contatto con le sue parti intime. La vittima si è allontanata pensando che il contatto inappropriato fosse dovuto alla calca.

Ma di lì a breve, lo straniero si è nuovamente avvicinato alla giovane, arrivando di nuovo a strofinarsi dietro di lei, palpeggiandole i glutei. A questo punto la ragazza si è voltata, terrorizzata, e ha dato l’allarme gridando. Gli agenti della polizia di Stato del commissariato Trevi Campo Marzio, diretto da Mauro Fabozzi, che si trovavano sulla banchina per il servizio di ordine pubblico, sono immediatamente intervenuti, procedendo all’arresto del ragazzo gambiano per violenza sessuale. L’immigrato è stato condannato alla pena di 1 anno e 4 mesi con il giudizio abbreviato. La giovane vittima del maniaco, che si stava recando al corteo con le compagne di classe, è stata poi affidata alle cure della madre.

Cristina Gauri

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Classe 1977, nata nella città dei Mille e cresciuta ai piedi della Val Brembana, dell’identità orobica ha preso il meglio e il peggio. Ex musicista elettronica, ha passato metà della sua vita a fare cazzate negli ambienti malsani delle sottoculture, vera scuola di vita da cui è uscita con la consapevolezza che guarire dall’egemonia culturale della sinistra, soprattutto in ambito giovanile, è un dovere morale, e non cessa mai di ricordarlo quando scrive. Ha fatto uscire due dischi cacofonici e prima di diventare giornalista pubblicista è stata social media manager in tempi assai «pionieri» per un noto quotidiano sabaudo. Scrive di tutto quello che la fa arrabbiare, compresi i tic e le idiozie della sua stessa area politica.

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