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Roma, 11 giu – La Germania mostra massima cautela sul vaccino anti Covid da somministrare agli adolescenti. Non ha fretta di procedere perché sospetta seriamente che possa rivelarsi controproducente. “L’uso di Comirnaty”, ovvero vaccino anti Covid di Pfizer/BioNTech, “nei bambini e negli adolescenti di età compresa tra 12 e 17 anni senza malattie pregresse non è attualmente consigliato in via generale. È possibile la vaccinazione solamente dopo consiglio medico e se il bambino o l’adolescente o i tutori accettano i rischi individuali”. E’ quanto si legge in una nota diffusa dal Comitato permanente per la vaccinazione(Stiko).

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Vaccino agli adolescenti, la Germania: “Dati insufficienti”

Gli esperti tedeschi sostengono quindi che non è il caso di procedere con una campagna vaccinale contro il coronavirus per bambini e ragazzi minorenni. Semmai è il caso di valutare la somministrazione del vaccino nel caso in cui un adolescente soffra di determinate malattie e quindi rischia seriamente nel caso in cui venga infettato dal Covid. “I dati che abbiamo – dice il professor Thomas Mertens, presidente della Stiko – non sono affatto sufficienti per raccomandare la vaccinazione a tutti i bambini sani”. La Germania fa quindi sapere che mancano dati affidabili sugli eventuali effetti avversi del vaccino Pfizer se somministrato su chi è in una fase di crescita e sviluppo. Di conseguenza non è neppure possibile stabilire con esattezza se i benefici del vaccino superino i rischi, in particolare nei ragazzi sani che oltretutto hanno una bassissima possibilità di contrarre il coronavirus in forma grave.

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Anche in Italia molti esperti mostrano cautela

Ma i tedeschi non sono gli unici a mostrarsi cauti sul vaccino agli adolescenti. Anche in Italia ci sono esperti che si pongono dubbi.

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“Occorre essere prudenti e attendere ulteriori informazioni prima di proseguire con la campagna di vaccinazione nei giovanissimi”, ha detto la scorsa settimana il virologo Francesco Broccolo, dell’Università di Milano.
“E’ un messaggio di prudenza e riflessione”, perché di dati sulle miocarditi legate ai vaccini contro il Covid “sono ancora pochi” e quindi “non permettono di capire se ci sia una reale associazione”.

Alessandro Della Guglia

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1 commento

  1. Parrebbe ovvio che è ben più importante lo stato di salute reale (e qui purtroppo cadono molti asini), rispetto alle età…

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