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Roma, 17 feb – Uno scontro durissimo quello avvenuto ieri sera alla trasmissione Non è l’arena condotta da Massimo Giletti su La7. Tra gli ospiti della serata figurava anche l’ex brigatista rosso Raimondo Etro, tristemente noto per aver partecipato all’organizzazione del sequestro di Aldo Moro, che portò alla strage di via Fani. L’ex terrorista non sembra essersi pentito dei delitti di cui è stato complice, tant’è vero che dopo aver attaccato e insultato gli ospiti presenti, lascia tutti di stucco con una frase sulle stragi compiute dalle Brigate Rosse: “Meglio mani sporche di sangue piuttosto che di acqua”.

“Solo una battuta”

Luca Telese presente in studio chiede a Etro di ritirare immediatamente la frase, mentre lui risponde che si tratta semplicemente di una battuta. “Noi non possiamo accettare battute su questo, c’è gente che è morta” risponde Telese fuori di sé dalla rabbia. “Questa era una battuta da un romanzo di Graham Greene che tu neanche conosci, e significa che meglio le mani sporche di sangue che lavarsi le mani come Ponzio Pilato, tu sei un ignorante, e comunque mi avete invitato voi, non ci sono venuto io” gli risponde Etro. Ma la sua difesa non convince nessuno.

Quella è la porta

A questo punto si fa necessario l’intervento del padrone di casa, Massimo Giletti, dal momento che tutti gli ospiti della serata, prima fra tutti Daniela Santanché, pretendono le scuse da parte dell’ex Brigatista. Ma Etro non molla di un centimetro, e per tutta risposta si rivolge alla senatrice con un volgarissimo: “Scusa il ca*zo”. La misura è quindi colma, e il conduttore prende in mano le redini della questione invitandolo ad uscire dallo studio, “Mi pagate il taxi almeno?”, è la sarcastica reazione di Etro.  “Il taxi glielo pago di tasca mia però quella è la porta – dice Giletti – Lei questa frase non doveva dirla, questo non è accettabile” e gli fa cenno di andarsene, tra gli applausi generali.

Poi si rivolge al pubblico spiegando le motivazioni del suo (applaudito) gesto: “Storicamente nella mia vita televisiva e mi rammarico di quello che avviene perché non è mai piacevole, mi sono capitate due situazioni nelle quali non ho potuto far altro. La prima era quando una persona sorrise sulle leggi razziali e per me era una cosa su cui non si poteva sorridere – prosegue – ma non si può neanche dire una cosa del genere pensando che a farlo è stato un protagonista di uno degli episodi più tragici della nostra democrazia: la morte di Moro, dei suoi uomini di scorta, questo non è accettabile”. E conclude così: “Quindi quando dice una frase del genere io speravo che capisse che le battute su certe cose non si possono fare. Si poteva tornare indietro. Mi spiace per Etro, ma io non avevo altra alternativa che indicargli l’uscita“.

Cristina Gauri

3 Commenti

  1. La dice lunga su gente o meglio, subumani dalla logica prevaricatrice ove l’ideologia conta molto più della vita umana.
    Bestie di Satana!!!

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