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Imperia, 23 ott – Ennesima vicenda che sconcerta e indigna, tanto più in un momento di crisi come il presente, riguardante un utilizzo indegno del reddito di cittadinanza. La maxi-frode, scoperta dal Nucleo di polizia economico finanziaria d’Imperia diretti dal maggiore Arturo Tavani, riguarda una ventina di persone, finite indagate, che utilizzavano il reddito di cittadinanza per giocare migliaia e migliaia di euro nei Casinò digitali. Il meccanismo, ricostruito nei suoi minimi dettagli dalle Fiamme Gialle e dalla Procura della Repubblica, posto che l’inchiesta è coordinata dal procuratore capo Alberto lari e dal sostituto Barbara Bresci, vedeva transitare il denaro del sussidio su una ventina di carte Postepay, le quali sono state sottoposte a sequestro come materiale probatorio.

Accaniti giocatori

L’indagine origina da una serie di controlli a tappeto che in questi mesi vengono effettuati sui percettori di reddito di cittadinanza, al fine di incrociare i dati e verificare se ogni richiedente, poi divenuto percettore, potesse legittimamente vantare il diritto al contributo statale. E nel caso che vede protagonisti i venti indagati di Imperia, i soggetti avevano dichiarato in sede di auto-dichiarazione documentale fornita all’Inps di essere nullatenenti e di non avere alcuna materiale disponibilità economica sui propri conti correnti. Nei fatti invece i venti erano accaniti giocatori sulle maggiori piattaforme digitali e i Casinò online, utilizzando redditi mai dichiarati al Fisco.

Cifre enormi

Tra i casi più eclatanti e vergognosi quello riguardante uomo di Ventimiglia di cinquantanove anni il quale nel 2018 aveva asserito di avere nella propria disponibilità la misera cifra di appena 248 euro e che poi ha invece giocato nell’arco di un triennio la strabiliante cifra di oltre un milione e mezzo di euro. L’uomo riceveva 600 euro di aiuto economico statale. Una donna quarantaquattrenne di Diano Marina, la cui dichiarazione al Fisco era ancora più incredibile, appena 117 euro sul proprio conto corrente, è riuscita a dilapidare in vari giochi d’azzardo la somma enorme di 960 mila euro, usufruendo in un anno 23 mila euro di reddito di cittadinanza. Tutte le posizioni degli indagati sono al vaglio degli inquirenti e non si escludono ulteriori sviluppi.

Cristina Gauri

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