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Roma, 23 ott – L’idea di un nuovo lockdown è dura da accettare, soprattutto in considerazione delle conseguenze del primo per le cure ai malati oncologici: calo degli screening, delle terapie e delle visite follow-up. Per i reparti oncologici una seconda chiusura aumenterebbe l'”emergenza nell’emergenza” pandemia.

Oncologi: “Meno malati di Covid in ospedali, servono posti letto”

Il Cipomo (Collegio Italiano dei Primari Oncologi Medici Ospedalieri) lancia dunque l’allarme, chiedendo alle istituzioni di impegnarsi nel trovare una nuova strategia per aiutare i pazienti malati di tumore che oltre ai problemi connessi alla loro patologia si troverebbero alle prese con le difficoltà di spostamento et cetera connesse ad una chiusura. Gli oncologi chiedono quindi a gran voce che vi sia un implemento di cure preventive a domicilio e meno ospedalizzazioni per i pazienti con infezione da Covid-19, poiché vi è bisogno di un adeguato numero di posti letto medici e chirurgici per i pazienti oncologici.

“Abbiamo poche armi, rallentarci è micidiale”

Le principali richieste del Cipomo sono tutte volte anche a far capire al governo della impellente necessità di tenere le attività di screening delle neoplasie, che non monitorate possono portare ad un aggravamento della malattia fino all’incurabilità. “Vogliamo rendere noto quanto stiamo vivendo nei nostri ospedali” dice il dottor Livio Blasi, presidente Cipomo “cercando di far capire l’importanza di mantenere lo stesso livello di assistenza oncologica che abbiamo sempre garantito ai nostri pazienti. La diagnosi precoce e le cure oncologiche sono le uniche armi che abbiamo a disposizione per sconfiggere questo male; rallentarle inciderebbe negativamente sul successo delle nostre terapie, con gravi ripercussioni sui nostri malati”.

Ilaria Paoletti

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1 commento

  1. Purtroppo i morti di tumore non fanno notizia.
    Però ogni giorno in Italia muoiono circa 500 persone di tumore.

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