Roma, 18 ott – Trieste, manifestanti e solito snobismo dei media mainstream. Se si volesse sintetizzare in qualche modo quanto osservato stamattina, lo si potrebbe fare in questo modo. Mentre portuali e comuni cittadini tentavano disperatamente di resistere all’arrivo della polizia nel porto della città, su La7 e Sky ci si permetteva di guardare con sufficienza all’accaduto.



I manifestanti di Trieste e il mainstream

Da stamattina, la pressione della polizia, dei camion e degli idranti è stata via via più forte. Si parte con Stefano Puzzer e altri al seguito che si siedono sull’asfalto, quasi in lacrime, chiedendo soltanto di essere ascoltati.

Gli agenti in piena tenuta antisommossa non schiodano. Uno stallo che dura alcune ore, dalla primissima mattina fino alle 9.30 circa.

SkyTg24 segue gli avvenimenti, ma praticamente mai dà voce ai manifestanti. Solo narrazione sugli eventi, mentre dai video in diretta diffusi su Facebook si possono ascoltare gridi di disperazione: “Toglietevi i caschi, avete dei figli anche voi” dice un signore ai poliziotti. Non verrà ascoltato.

Nel frattempo, Repubblica pensava bene di aggiornare la sua percezione delle persone presenti al molo. Di prima mattina uno “sgombero di 300 persone”, poche ore dopo, divengono magicamente 2.000. Misteri della “informazione”.

Potrebbe essere un'immagine raffigurante una o più persone, attività all'aperto e il seguente testo "Primo piano LCIO AISIJOS.. IVErn Porto di Trieste, con cariche e idranti la polizia sgombera i 300 manifestanti no Green Pass live tv di Laura Serlonie Gianpaolo Sarti"

Potrebbe essere un'immagine raffigurante 2 persone e il seguente testo "Trieste, cariche della polizia controi manifestanti no Green Pass Primo piano POLIZ POL Porto di Trieste, oltre 2.000 persone al presidio. Con cariche, manganellate e idranti la polizia sgombera i manifestanti no Green Pass live tv di Laura Serloni Gianpaolo Sarti"

Trieste, ora più che mai, capitale d’Italia

Se non altro, dopo due giorni di titoli dei giornali “tranquillizzanti” sulla “Trieste che non blocca l’Italia”, è finalmente evidente che forse qualche problemino dovesse esserci, vista la decisione del governo di inviare le forze dell’ordine sul posto. Non che non fosse logico arrivarci prima, ma diciamo che possiamo accontentarci.

Uno dei gruppi a sostegno dei portuali su Facebook, nel frattempo, continua a incitare i manifestanti, ora spostatisi nel centro città. Che quanto osservato in questi giorni sia un punto di partenza. Perché qualcosa c’è stato, ha riguardato non solo Trieste, ma tutta la Nazione. Metterlo da parte non ha alcun senso logico, prima ancora che patriottico.

Stelio Fergola

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