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Roma, 5 set – L’obbligo del green pass verrà ulteriormente esteso ad ottobre a tutti i dipendenti statali, per tutte quelle categorie che lavorano nei luoghi dove è già richiesto e – forse – anche per gli autisti del trasporto pubblico locale e per i passeggeri. L’ultimo complicato nodo sull’estensione della certificazione verde – prevista con un nuovo decreto e con misure in vigore da ottobre – riguarda proprio l’accesso al trasporto pubblico locale e il controllo del pass sui mezzi. Allo studio anche l’estensione dell’obbligo a chi lavora nei centri commerciali. Ma è sull’obbligo vaccinale che la maggioranza resta spaccata, con la Lega che ribadisce il suo no.



Estensione dell’obbligo del green pass da ottobre

L’estensione delle restrizioni del green pass sarà discussa “in sede di cabina di regia e poi dalla cabina di regia in Consiglio dei ministri con tutte le determinazioni che il Cdm indicherà”, come ricordato dal ministro per la Pubblica amministrazione Renato Brunetta. Estendere il green pass, “incentivo gentile alla vaccinazione anti Covid“, a tutto il mondo del lavoro pubblico e anche privato? “Perché no?“, ha confermato il ministro.

Domani l’incontro sindacati-imprese

Intanto domani ci sarà l’atteso incontro tra sindacati – favorevoli all’obbligo vaccinale – e imprese. “Mi auguro che lunedì prima con Confindustria e poi con Confapi, tutti insieme, ci metteremo nella condizione di dire al governo: fai la legge sull’obbligo vaccinale, rendi gratuiti i tamponi per rendere gestibile questo processo nei luoghi di lavoro. Questo è passaggio molto importante”, ha detto il leader Cgil, Maurizio Landini. All’incontro ci saranno i leader di Cgil, Cisl e Uil e il presidente di Confindustria Carlo Bonomi.

“E’ molto importante che il premier Draghi si sia espresso apertamente a favore dell’obbligo vaccinale per tutti: la Cisl ribadisce la propria disponibilità a sostenere questa strada. Noi lo abbiamo detto fin dall’inizio: il vaccino è l’arma più efficace che abbiamo per superare la crisi sanitaria ed economica. È un dovere civile e morale“, ha detto dal canto suo in una intervista ad Avvenire il segretario generale della Cisl, Luigi Sbarra.

Il nodo trasporti urbani

Tra i nodi da risolvere c’è quello dei trasporti urbani. Dal primo settembre è obbligatorio mostrare il green pass per salire su treni, aerei, traghetti o autobus a lunga percorrenza. Non serve, invece, su metropolitana, tram e autobus urbani. L’estensione del green pass potrebbe anche includere questa categoria di mezzi di trasporto. Obiettivo a dir poco ambizioso. Il ministro delle Infrastrutture e della mobilità sostenibili, Enrico Giovannini, ha spiegato come ci sia una ”fortissima collaborazione con le regioni sul trasporto pubblico locale. Abbiamo definito le linee guida concordate con loro”. “In considerazione dell’andamento della crisi pandemica e della ripresa delle attività lavorative e didattiche – ha quindi aggiunto – si prevede che le regioni possano utilizzare una quota delle risorse assegnate dal Governo per erogare servizi aggiuntivi anche per potenziare i controlli sulla corretta applicazione delle linee guida recentemente emanate”.

Obbligo vaccinale, la Lega ribadisce il suo no: “Non esiste da nessuna parte”

Sul fronte della maggioranza, resta la spaccatura sull’obbligo vaccinale: la Lega ribadisce il suo no. Obbligo che peraltro è assolutamente inutile e che se venisse approvato dal Parlamento, entrerebbe in vigore quando il Paese avrà raggiunto l’immunità di gregge da un pezzo. “Non esiste, anzi, esiste in Turkmenistan e Tagikistan, a meno che qualcuno voglia seguire questi modelli, continuiamo con la spiegazione e con l’educazione” e “l’obbligo per tutti non era presente in nessun accordo di governo“, ha detto il segretario della Lega Matteo Salvini. “Gli italiani stanno rispondendo senza obblighi. 40 milioni sono vaccinati”, ha spiegato Salvini. E questa del no all’obbligo, ha chiarito, “è una posizione di tutta la Lega, condivisa con sindaci, con i governatori. La Lega è assolutamente convinta e compatta”. Il segretario del Carroccio ne parlerà “con il presidente Draghi, ci vedremo in settimana”.

Green pass per i mezzi pubblici, le perplessità di Salvini

Ma anche sull’ipotesi di obbligo di green pass per i mezzi pubblici Salvini ha espresso forti perplessità. La certificazione verde “serve per i grandi eventi, per permettere alle attività di riaprire in sicurezza, se uno vuole andare a vedersi la partita, però mi rifiuto di pensare al green pass in metropolitana a Milano alle 8 di mattina“. Anche perché, se andiamo a vedere gli sbarchi, di clandestini “in questi mesi ne sono sbarcati 40mila e in Sicilia scappano dalla quarantena e li beccano. Non ha senso chiedere il green pass al ragazzino di tredici anni che va a Gardaland e fare sbarcare decine di migliaia di persone senza limiti, senza regole e senza controlli. Se le regole valgono, valgono per tutti. Se tutti devono fare i sacrifici, tutti devono fare i sacrifici”, ha poi affermato il segretario della Lega.

La Lega resta nel governo ma ribadisce i suoi no

Infine un chiarimento sulla volontà della Lega di restare nella maggioranza. “Noi stiamo al governo però l’obbligo vaccinale per tutti, ragazzini compresi, non era presente in nessun accordo“. A chi gli chiedeva cosa accadrà se verrà posta la questione di fiducia sulla conversione in legge del decreto sul green pass, il leader della Lega ha risposto: “Non commento i se, noi stiamo lavorando per migliorare questo testo. Abbiamo già ottenuto molto, stiamo ottenendo decine di milioni di euro per la gratuità dei tamponi”. “L’obbligo vaccinale non c’è in nessun Paese europeo, non vedo perché ci debba essere in Italia“, ha ribadito poi Salvini, spiegando che solo “case di riposo, strutture ospedaliere, ruoli più delicati possono prevederlo. Però pensare ad esempio all’obbligo per tutto il settore del pubblico impiego, anche per coloro che non hanno a che fare con i cittadini mi sembra assolutamente sbagliato“.

La Lega stavolta andrà fino in fondo?

Insomma, per il premier Mario Draghi, intenzionato a seguire la linea dura del ministro della Salute Roberto Speranza sia sul fronte del green pass che dell’obbligo vaccinale – non sarà facile superare lo scoglio Lega. A meno che, come è già accaduto finora, in sede di Cdm – come ha sottolineato Brunetta – il Carroccio rientri nei ranghi e segua la linea della maggioranza. Diverso sarebbe in Aula, dove la contraddizione tra i no annunciati da Salvini e il voto sarebbe evidente a tutti. Ma, tanto per fare un esempio, l’obbligo vaccinale si può ottenere soltanto con una legge del Parlamento. Vedremo quindi se la Lega andrà fino in fondo.

Adolfo Spezzaferro

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4 Commenti

  1. Mi domando ma che scuse camperanno i vari sindacati politici e industriali un giorno quando ci sara’ una nuova Norimberga, perche’ se la storia si ripete mi sembra che ci siano tutte le condizioni perche’ questo succeda, cosa faranno scapperanno ? Ma dove se e’ tutto scritto e tracciato e sono loro che hanno creato questo,, spero quando succedera’ e succedera’ di essere ancora vivo per…………..droneborg

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