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Roma, 5 set – Alla prossima tornata di amministrative si voterà, oltre che a Roma, anche per le comunali di Milano. In tutto sono 10 i candidati presenti: Partito Democratico che ha come candidato l’attuale sindaco di Milano Beppe Sala, che si vede schierato con sette o otto liste; il centrodestra ha scelto come esponente Luca Bernardo, pediatra e primario dell’ospedale lombardo veneto Fatebenefratelli; Gianluigi Paragone che si candida con la lista Italexit; Layla Pavone rappresentante del Movimento 5 Stelle; Gabriele Mariani con Milano in Comune; Giorgio Goggi, Socialista di Milano; Bianca Tedone con Potere al popolo; Mauro Festa, Partito dei gay; Alessandro Pascale, Partito Comunista e Bryant Biavaschi con Milano inizia qui.



Centrodestra nella bufera, la sinistra gioca la carta antifascismo

Molte sono le polemiche che stanno sorgendo in questi giorni nei confronti di Luca Bernardo, accusato di essere fascista nonostante lui sostenga il contrario. Sono forti le parole dell’attuale sindaco che sostiene questa ipotesi e ribadisce che, per diventare sindaco del capoluogo lombardo, occorrerebbe al contrario fare professione di antifascismo. Gli scontri sembrano essere tanti e ripetuti. C’è chi sostiene che favoreggiare i neofascisti non sia rilevante o comunque una scusa per fare cattiva pubblicità. E chi invece la vede come una cosa grave di cui bisogna prendere atto. Bernardo sostiene di essere profondamente antifasciste e che lui si interessa principalmente delle problematiche dei cittadini. Circostanza, a suo dire, dimostrata anche dalla storia della sua famiglia.

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Tutto è iniziato dalla dichiarazione del consigliere regionale (e candidato alle comunali di Milano) della Lega Max Bastoni che ha apertamente affermato che il movimento Lealtà Azione appoggerà proprio Bernardo. Dopo l’accusa di Giuseppe Sala il consigliere ha risposto sottolineando l’incontro che il sindaco ha avuto con il giovane rapper Rondo da Sosa, con alle spalle molti precedenti penali. Bernardo ribatte molto pesantemente dicendo che certe persone si aggrappano a qualsiasi cosa perché prive di un programma elettorale. Anche Maurizio Lupi, leader politico di Noi, afferma che il nuovo candidato di centrodestra non deve concentrarsi sulla questione fascismo ma piuttosto su quella civile. Creando una personalità forte e decisa che possa fare la differenza, anche in ambito sanitario visto che è proprio la sua professione.

Comunali Milano: i sondaggi aprono alla riconferma di Sala

Dai sondaggi Ipsos è emerso che il favorito, per ora, sia Beppe Sala. Il sindaco uscente si troverebbe in netto vantaggio rispetto a Luca Bernardo di ben 9 punti percentuali. Questi dati possono ancora mutare visto che dal sondaggio è emerso che solo l’8% degli intervistati sia a conoscenza del candidato del centrodestra e più dell’80% non lo conosce o lo ha solo sentito nominare. Il neocandidato si sta comunque dando da fare per divulgare la propria immagine e farsi vedere presente tra i cittadini.

Da un sondaggio dell’Istituto Demopolis è emerso che Sala ha una percentuale di preferenze comprese tra il 43 e il 49 per cento, mentre il primario tra il 40 e il 46 per cento. Tra il 3 e il 7 percento, invece, si trova l’esponente del Ms5 Layla Pavone. Molto basse le percentuali per i restanti candidati. In tutte le statistiche i favoriti sono sempre Sala e Bernardo e sembra quasi inevitabile, per entrambi, arrivare a un ballottaggio.

Anche l’istituto di ricerca Tecnè, tra il 18 e il 20 giugno, ha effettuato dei sondaggi in cui a prevalere è stato il centrodestra, nonostante non avesse ancora deciso il proprio candidato, con l’1% di preferenze rispetto all’attuale primo cittadino. Affaritaliani.it ha pubblicato le ultime statistiche verificate tra il 16 e il 26 agosto realizzate da LAB2101 in cui la situazione non varia di molto: tra 43 e 47 per cento per Beppe Sala e 41-45 per cento per Luca Bernardo. Fino alle elezioni i dubbi saranno molti e fino ad allora non si può dire con certezza chi sarà il prossimo sindaco.

Ilario Maiolo

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2 Commenti

  1. Ci vuole un gran fegato a votare ancora Beppe Sala accompagnato con la sua quarta anima gemella Chiara Bazoli (figlia del banchiere Bazoli). Dopo Pisapia, Sala e poi ancora Sala, Milano vedrà scomparire tutti i milanesi rimasti e diventerà definitivamente una città avvelenata, fantasma, piena di tossici (tutti i generi), sempre più senza socialità e cultura sane. Un vero masochismo interpretabile solo con l’ inevitabile esaurirsi di un ciclo… Forse è meglio così. Resteranno infiniti amministratori di un limone spremuto sino al suo nulla. Per gli stranieri, turisti, un costoso bazàr di dubbia qualità.

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