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Roma, 17 dic – Il 18 febbraio 2017 la polizia arrestò a Grosseto due anarchici che stavano preparando un attacco contro “La Deceris”, sede locale di CasaPound che il movimento avrebbe inaugurato il giorno successivo. L’episodio avvenne alle 3 del mattino quando alcuni militanti d Cpi in presidio alla sede, sentendo strani rumori, notarono una persona che dal cornicione dello stabile stava facendo delle scritte con una bomboletta. Questi tentò la fuga ma venne fermato dalle forze dell’ordine, che lo arrestarono insieme a una complice che fungeva da ‘palo’. I due anarchici si erano procurati due candelotti esplosivi, ciascuno del peso di 27,5 grammi, rinvenuti sul tetto della sede di CasaPound. Un attacco preparato “al meglio” visto che con loro avevano anche una ricetrasmittente.

Le assurde motivazioni dei giudici

Gravità e pericolosità di tal gesto non hanno neppure bisogno di essere sottolineate, così come è lapalissiano che chiunque si sarebbe aspettato una dura condanna nei confronti dei due responsabili. Oggi invece apprendiamo che il Giudice per le indagini preliminari, Angelo Antonio Pezzuti, ha emesso un decreto di archiviazione “condividendo le argomentazioni avanzata dal Pubblico Ministero”.

E quali sarebbero queste argomentazioni condivise dal Gip? Il Pm, Filippo Focardi, ha avanzato una richiesta di archiviazione parziale sostenendo quanto segue: “Pur essendo gli indagati appartenenti all’area anarchica, e pur essendo pacifico che tale area vede tra i propri bersagli privilegiati le associazioni di destra, la volontà di colpire una controparte politica non rientra tra i motivi di discriminazione, né tra i fini terroristici”. Per questo a suo avviso “non sussistono gli estremi né oggettivi, né soggettivi, per configurare il delitto di attentato per fini di eversione o di terrorismo”.

 

In pratica secondo i giudici l’attacco anarchico contro la sede di CasaPound a Grosseto non può essere considerato un atto di terrorismo perché “la volontà di colpire una controparte politica” non è valutabile come tale. “Viceversa residuano i reati di detenzione e porto di artifici pirotecnici, nonché di danneggiamento aggravato”, scrive ancora il Pm.
Per i giudici, quindi, cercare di colpire con ordigni esplosivi la sede di un movimento politico è mero teppismo? Si tratta, con tutta evidenza, di una valutazione decisamente discutibile.

Ma lo stesso Gip per un volantinaggio…

Oltretutto il Gip che l’ha condivisa è lo stesso che due giorni fa ha confermato gli arresti domiciliari per tre studenti toscani del Blocco Studentesco arrestati il 25 novembre scorso rigettando l’istanza di revoca presentata dai legali dei ragazzi. Parliamo di due ragazzi incensurati di 20 e 22 anni, la cui grave colpa è stata quella di aver realizzato un volantinaggio non autorizzato all’interno dell’istituto Galileo Galilei di Firenze. Ergo secondo lo stesso giudice l’attacco a una sede politica di due anarchici con candelotti esplosivi non è un atto terroristico, mentre per un volantinaggio non autorizzato due studenti incensurati meritano gli arresti domiciliari. Incredibile.

Alessandro Della Guglia

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