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immigratiRoma, 14 ott – Arrivano in gruppetti di 3-4 persone, riempiono il carrello di birre e superalcolici, vanno alla cassa e pagano con i buoni pasto della Croce Rossa, i famosi pocket money da 2,50 € l’uno. E’ la spesa alcolica (a spese dei contribuenti, ndr) che quotidianamente i richiedenti asilo ospiti della tendopoli di via Ramazzini a Roma realizzano nei supermercati circostanti. “Vengono qui praticamente i giorni e pagano sempre con i pocket money della Croce Rossa”, spiega al Primato Nazionale un commesso di un supermercato in zona portuense, che per motivi di sicurezza preferisce restare anonimo. “Da tempo denunciavamo le molestie e l’abuso di alcol da parte degli immigrati della tendopoli, ma ci era stato risposto che non era possibile in quanto la maggioranza era di religione musulmana”, dichiara Alessandro Calvo, candidato presidente dell’XI Municipio di Roma per CasaPound Italia alle ultime elezioni. “Ora queste immagini e queste testimonianze confermano le nostre denunce”.immigrati

 Da mesi si susseguono le polemiche e le proteste dei residenti della zona ormai esasperati. La tendopoli di via Ramazzini era stata realizzata alla fine del giugno scorso e le autorità avevano assicurato che si sarebbe trattato solo di un centro di smistamento temporaneo. Da mesi invece la struttura è ormai presente, mentre gli ospiti sono passati dagli iniziali 80 a più di 400. Numerosi gli episodi di violenza, tra maxi risse nella tendopoli e molestie ai danni dei cittadini italiani all’esterno. Il più grave è l’aggressione subita da una donna il 27 settembre scorso, alla quale è stata addirittura asportata la milza.

 Tra manifestazioni e fiaccolate i residenti stanno tentando in tutti i modi, coadiuvati da diverse forze politiche tra cui Fratelli d’Italia e CasaPound, a denunciare una situazione ormai divenuta insostenibile, sia sul piano della sicurezza che su quello igienico-sanitario. I cittadini hanno anche depositato un esposto in Procura per chiedere la chiusura della tendopoli, anche perché la Prefettura aveva “promesso” che in caso di illegalità il centro sarebbe stato revocato. Evidentemente per il Prefetto, le maxi risse, le aggressioni e il girovagare per il quartiere di giovani maschi ubriachi, non sono dei motivi sufficienti.

Davide Romano

1 commento

  1. musulmani ? alcol ? veramente alalah proibirebbe anche il furto..e questo non toglie che di questi signori abbiamo le carceri piene.