Torino, 16 lug — Che tra la sinistra istituzionale e quella extraparlamentare dei centri sociali vi sia assai spesso una corrispondenza d’amorosi sensi è testimoniato da tutte quelle inerzie e «amnesie» che portano le amministrazioni rosse a chiudere uno o entrambi gli occhi quando si tratta di denunciare le occupazioni degli estremisti di sinistra: ultimo caso in ordine di tempo arriva da Torino dove il centro sociale Askatasuna si è scoperto arrivare a ben ventisei anni di immunità, visto che dal Comune nessuno si era mai sognato di sporgere denuncia. A scoprire l’autentico e incommentabile misfatto, quasi per caso, sono stati due consiglieri comunali di Fratelli d’Italia, Maurizio Morrone ed Enzo Liardo.

Askatasuna e le coccole della sinistra

La palazzina che ospita il centro sociale è di proprietà comunale, aspetto questo che avrebbe fatto scattare l’obbligo di denunciarne l’occupazione e di stigmatizzare nelle aule di tribunale gli estremisti di sinistra. Peraltro, Askatasuna è assai e tristemente noto alle cronache giudiziarie, visto che i suoi militanti sono stati a più riprese protagonisti di violenza e guerriglia urbana nelle manifestazioni No Tav. In generale, il centro sociale è stato al centro di vaste operazioni di polizia, che hanno visto denunce, perquisizioni, sequestri, arresti e obblighi di dimora nei confronti di suoi esponenti.

In questo contesto, appare quantomeno sospetto pensare che dalle parti del Comune possano non essersi accorti che la base operativa dell’Askatasuna risiedeva nel cuore del patrimonio immobiliare comunale. Il problema è dato dai «flirt» tra la galassia dei centri sociali e la sinistra «rispettabile» e istituzionale, che in occasione delle campagne elettorali si dimostra da sempre sensibile alle istanze degli antagonisti e soprattutto ai voti che questi possono portare.

Dove sono le denunce?

I due esponenti del partito di Giorgia Meloni hanno proposto un accesso agli atti, proprio per vederci chiaro su Askatasuna e verificare la situazione dell’immobile. «Da verifiche effettuate presso i nostri uffici e presso l’Avvocatura comunale» si legge nella nota di risposta predisposta dagli uffici comunali «non risulta la documentazione richiesta». In parole povere, dal 1996 ad oggi, le giunte che si sono succedute al governo di Torino, tutte di centrosinistra con la parziale eccezione della parentesi Appendino — anche se la stessa non sembrava del tutto aliena alle sirene del mondo antagonista — si sono guardate bene dal presentare denuncia per l’occupazione.

Nemmeno il neosindaco del Pd, Stefano Lorusso, sembra particolarmente intenzionato a sporgere denuncia. Si limita a dichiarare di dover valutare. E i due esponenti di FdI si dicono intenzionati a sollecitarlo. D’altronde proprio di recente per ben 28 appartenenti al centro sociale sono stati formulati capi di imputazione molto pesanti, tra cui quello di associazione per delinquere. Materiale incandescente che avrebbe dovuto mettere in allarme il sindaco e che invece, secondo Liardo e Marrone, continuerebbe a rimanere inerte e non particolarmente reattivo sul punto.

Cristina Gauri

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