Roma, 16 lug – Da qualche anno tutte le agenzie per lo sviluppo hanno capito che per far crescere i Paesi poveri non basta investire in infrastrutture e imprese ma occorre anche salvaguardare il loro ecosistema, perché ciò che danneggia l’ambiente può provocare danni economici incalcolabili e creare problemi enormi alle popolazioni più povere. Per tali motivi è sempre sono sempre più frequenti le erogazioni di finanziamenti per proteggere foreste tropicali e altri ecosistemi particolarmente sensibili. Diversi Paesi africani stanno cercando di guadagnare da questo nuovo modo di pensare: tra questi è degno di nota il Gabon.

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Il Gabon punta tutto sull’anidride carbonica

Il Gabon, ufficialmente Repubblica Gabonese, cerca da tempo di diversificare la sua economia per via dell’esaurimento dei suoi giacimenti petroliferi e vuole rendere remunerative le sue foreste che coprono l’88% del suo territorio.
La nazione dell’Africa centrale ha sorpreso tutti quando è emerso che ha ottenuto 17 milioni di dollari dal Central African Forest Initiative come premio per gli sforzi del governo di ridurre la deforestazione. Visto il successo di questa iniziativa, l’esecutivo di Libreville vuole fare di più e pensa di vendere carbon credits per un valore di 187 milioni di dollari.

I carbon credits sono diritti all’emissione di anidride carbonica che vengono acquistati da chi inquina per compensare Paesi come il Gabon che invece mantengono le foreste per ridurre l’anidride carbonica nell’aria e emettono ossigeno. Il mercato di questi crediti è regolamentato dalle Nazioni Unite.
Il governo del Gabon vuole vendere questi crediti prima del prossimo novembre, quando Il Cairo si terrà una conferenza sull’ambiente che avrà come tema proprio la riduzione dell’inquinamento. L’obiettivo del Gabon è presentarsi  come “modello” per tutti i Paesi africano, dimostrando che è possibile guadagnare tutelando l’ambiente.

Giuseppe De Santis

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