Roma, 1 gen — Quando muore un grande uomo, quando viene a mancare un personaggio che verrà ricordato nella storia, le figure, anzi figurine secondarie sgomitano per blaterare a cadavere ancora caldo; come nel caso di Vladimir Luxuria, che intervistato da Adnkronos sulla morte di Benedetto XVI non ce l’ha proprio fatta a mettere da parte per due secondi l’ideologia e la politica, incolpando il compianto Papa emerito, in sostanza, di essere esattamente ciò a cui ha consacrato la propria vita: un cattolico. 

Luxuria infierisce sul cadavere di Benedetto XVI

«Scompare un uomo importante, un punto di riferimento per il mondo cattolico, mi dispiace per la perdita della persona e per la sua sofferenza, però non posso essere ipocrita da tacere i grandi contrasti che ha avuto con la comunità Lgbtq+, contrasti che si sono affievoliti con Papa Francesco». I «grandi contrasti» di cui parla Luxuria altro non sono che i fondamenti contenuti nel Catechismo della Chiesa Cattolica, a cui ogni credente dovrebbe scrupolosamente attenersi. Fondamenti, peraltro, sui quali nemmeno il suo amato Bergoglio ha mai fatto mezzo passo indietro, al netto degli ammiccamenti pubblici che però non hanno alcun valore magisteriale. Va da sé che agli attivisti Lgbt non frega assolutamente nulla né di fede né di Chiesa: sono solamente piccati dal fatto che esiste un club, se così lo vogliamo chiamare, che si ostina a non voler cambiare regole di ammissione.

Ossessione di chi?

Ed è per questo motivo, che Luxuria seguita ad infierire sul defunto Emerito: «Ricordo le sue prese di posizioni molto frequenti, al limite dell’ossessione, su tutti i temi e le leggi che potessero favorire le nostre vite, i nostri affetti». In realtà l’unica ossessione ravvisabile qui è quella di Luxuria, il quale vorrebbe imporre urbi et orbi le proprie convinzioni a costo di silenziare chi non è d’accordo. Magari con una bella legge liberticida ad hoc come il compianto ddl Zan.

«Sicuramente mi dispiace per la perdita dell’uomo, ma non posso essere ipocrita e dimenticare le ingerenze e le dichiarazioni molto forti contro di noi. Quella che mi ferì in modo più forte fu il definire l’omosessualità ‘socialmente pericolosa’, quella frase ha eretto il muro più grande tra noi e il Vaticano. Ha etichettato le nozze gay come ‘il potere antispirituale dell’Anticristo o come ‘autodistruzione della società’». Vedremo a breve se il tempo gli avrà dato ragione. Noi un’idea ce la stiamo già facendo ora…

Vladimir, perché non fondi una religione tua?

«Ora mi auguro che questo dialogo dell’abbattimento dei muri e di costruire dei ponti, usando i mattoni di questi muri demoliti, possa continuare nel futuro e che non ci sia più questa lotta così aspra, pur nel rispetto delle diverse posizioni, tra la nostra comunità, il Vaticano e tutte le religioni», ha concluso Vladimir Luxuria. Oppure potrebbe fondare una religione tutta sua, a proprio uso e consumo. Con dogmi, luoghi di culto, liturgie che piacciano agli unicorni non binari, e che escluda le persone «normali» e le additi come peccatrici. Hey, ma questa religioni in realtà esiste già…

Cristina Gauri

 

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Classe 1977, nata nella città dei Mille e cresciuta ai piedi della Val Brembana, dell’identità orobica ha preso il meglio e il peggio. Ex musicista elettronica, ha passato metà della sua vita a fare cazzate negli ambienti malsani delle sottoculture, vera scuola di vita da cui è uscita con la consapevolezza che guarire dall’egemonia culturale della sinistra, soprattutto in ambito giovanile, è un dovere morale, e non cessa mai di ricordarlo quando scrive. Ha fatto uscire due dischi cacofonici e prima di diventare giornalista pubblicista è stata social media manager in tempi assai «pionieri» per un noto quotidiano sabaudo. Scrive di tutto quello che la fa arrabbiare, compresi i tic e le idiozie della sua stessa area politica.

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