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Taranto, 17 feb – La Procura di Taranto, ha chiesto 5 anni per l’ex governatore della Puglia Nichi Vendola, accusato di concussione. Altre (e più gravi) sono state le richieste di condanna per gli altri imputati al termine della requisitoria nel maxi processo “Ambiente svenduto” relativo alla gestione delle emissioni inquinanti dell’ex Ilva di Taranto.

Il processo Ilva Ambiente Svenduto

Nel processo in cui è coinvolto anche Vendola nella qualità di ex governatore della Regione Puglia, i sostituti procuratori Mariano Buccoliero, Giovanna Cannarile, Remo Epifani e Raffaele Graziano con il procuratore facente funzione Maurizio Carbone hanno depositato le richieste di condanna e di assoluzione nei confronti dei 47 imputati. Le accuse per i coinvolti nel processo relativo all’Ilva Taranto sono di associazione a delinquere finalizzate al disastro ambientale, omissione dolosa di cautele sui luoghi di lavoro, avvelenamento di sostanze alimentari, corruzioni in atti giudiziari, omicidio colposo e altro.

Vendola e gli altri politici coinvolti

Nel processo relativo all’Ilva Taranto sono dunque stati chiesti 5 anni di carcere per Nichi Vendola, ex governatore della Puglia, che nella controversia è accusato di concussione ai danni di Giorgio Assennato. Assennato è l’ex direttore generale di Arpa Puglia che, secondo quanto riportato da Il Fatto Quotidiano sarebbe stato ritenuto “troppo severo” nei confronti della fabbrica. A sua volta per lui è stato chiesto 1 anno di carcere: è accusato di favoreggiamento nei confronti di Vendola. Quattro anni chiesti anche per Gianni Florido e a Michele Conserva, rispettivamente ex presidente della Provincia di Taranto ed ex assessore provinciale all’Ambiente. I due sono invece accusati di aver fatto pressioni sui dirigenti della Provincia per concedere all’Ilva l’autorizzazione all’utilizzo delle discariche interne alla fabbrica. Accusato anche Donato Pentassuglia, ora assessore all’agricoltura della Puglia. Tra gli imputati “politici” nel processo Ilva anche parlamentare Nicola Fratoianni, accusato di favoreggiamento nei confronti di Vendola.

Le richieste per gli ex proprietari Ilva

Tuttavia, al di là di ciò che è stato chiesto per Vendola e gli altri politici, le pene più gravi sono state richieste nei confronti della famiglia Riva, ex proprietari dello stabilimento Ilva. Per Fabio Riva la procura ha chiesto 28 anni di reclusione e 25 per il fratello Nicola Riva. E poi 28 anni per l’ex direttore dello stabilimento Luigi Capogrosso e per Girolamo Archinà, ex responsabile delle relazioni istituzionali dell’Ilva. Sarebbe lui, secondo quanto emerso dalle indagini, il delegato a gestire i rapporti con la stampa nell’ottica di tutelare la fabbrica dalle accuse degli ambientalisti e dai comitati anti-Ilva.

Ilaria Paoletti

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