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Milano, 11 apr – Non uno, ma ben due tentati stupri ad opera di immigrati egiziani a Milan in pochissimi giorni.



Immigrati egiziani e tentati stupri a Milano

Ennesimo episodio di violenza sessuale (fortunatamente questa volta solo tentata) da parte di un immigrato a Milano. Nella notte tra venerdì 9 e sabato 10, un 28enne egiziano ha aggredito una giovane donna italiana di 19 anni che stava rientrando presso la propria abitazione. Lo straniero ha seguito la ragazza nel sottopassaggio della stazione metro di Sesto Rondò per poi aggredirla spingendola contro il muro. Pensando ad un tentativo di rapina, la ragazza aveva lasciato cadere volontariamente a terra il proprio portafoglio appena si era accorta di essere seguita, invece l’egiziano l’ha bloccata per palpeggiarla in varie parti del corpo con l’intento di violentarla.

Carabinieri sventano lo stupro e arrestano l’egiziano

Lo stupro però non è riuscito per il provvidenziale intervento dei Carabinieri di Sesto San Giovanni che, attirati dalle urla della donna, sono riusciti a raggiungere e bloccare l’immigrato che cercava di darsi alla fuga per nascondersi tra i condomini della zona. L’uomo è stato quindi posto in stato di fermo e trasferito presso il carcere di Monza in attesa della convalida dell’arresto da parte della Procura.

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Episodio simile qualche giorno prima a Cinisello Balsamo

Un episodio molto simile si era verificato solo pochi giorni prima sempre nel milanese, a Cinisello Balsamo. La vittima anche in questo caso una 19enne italiana e lo stupratore ancora un immigrato egiziano. L’uomo, un clandestino di 22 anni, ha aggredito la ragazza che era appena scesa dall’autobus scaraventandola a terra e utilizzando la cintura dei pantaloni per immobilizzarla. La donna ha reagito riuscendo a graffiarlo e le sue urla hanno allertato i vicini che minacciando di chiamare la polizia hanno messo in fuga l’aggressore, rintracciato però dalla polizia soltanto pochi minuti dopo nei pressi di una fermata degli autobus. L’egiziano Ahmed Ayan è stato immediatamente riconosciuto dagli agenti a causa del graffio rimediato nella colluttazione e successivamente identificato dalla sua vittima.

Lorenzo Berti

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4 Commenti

  1. Ma dai, volevano solo scaldare l’attrezzo del mestiere; dove sta il problema? In Italia si può. Quale giudice di sinistra avrebbe il coraggio di condannarli? Se fosse stato un Italiano a farlo in Egitto, a quest’ora penzolava da un albero. Per questo loro vengono a sfogarsi da noi.

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