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Roma, 3 giu – Immuni sì, ma evidentemente non all’idiozia. La frase ci sgorga spontanea dal cuore dopo aver appreso che una seppur minima fetta di italiani ritiene «sbagliato», «offensivo», «sessista», «insopportabile e anacronistico stereotipo» mostrare, all’interno dell’app di tracciamento Immuni, il disegno di una donna che tiene in braccio il proprio bambino, in contrapposizione a quella di un uomo che lavora al computer. Sappiamo anche già cosa stanno per controbattere le femministe: chi non vede il problema è parte del problema, una donna che non ritiene sessista questa immagine soffre di misoginia internalizzata – ma chi vi scrive ha anche dei difetti –, e via delirando.

Dunque in questo periodo, sferzato dalla crisi economica e dall’incertezza per il futuro, in questa Italia piagata dalle decine di migliaia di morti per l’epidemia di coronavirus, le femministe si sono infine svegliate per apportare il proprio prezioso contributo alla fase estremamente delicata che stiamo vivendo: e dopo essersi attentamente guardate in giro, hanno stabilito che l’immagine più bella, pura e di rinascita, cioè una madre con un bambino, deve essere talebanizzata nel nome dell’uguaglianza (?) di genere.

Ad aprire le danze è stata l’ex deputata democratica e attivista Lgbt Anna Paola Concia, a cui la vista di una madre con prole (magari intesa come cisgender ed eterosessuale, che schifo!) ha fatto venire un colpo apoplettico e ha scritto di corsa al ministro per le Pari Opportunità Elena Bonetti: “Ministra Elena Bonetti, la prego gentilmente di parlare con la Ministra Paola Pisano (titolare del dicastero dell’Innovazione Tecnologica e Digitalizzazione, ndr) perché questa immagine fuori dal tempo e dalla storia deve essere cambiata. Ho scritto deve, sì  perché lo dovete alle donne italiane che non meritano tutto questo“. Noi donne italiane non meritiamo cosa? Di essere madri? Di tenere in braccio un bimbo? A nome di chi parla la Concia? Non ci è dato di sapere, ma cosa è giusto per noi lo ha stabilito lei, in una mossa abilissima di sostituzione alla tanto vituperata figura patriarcale che un tempo decideva per noi donne: al posto del padre-padrone adesso c’è la Concia, che alla bisogna riscrive anche la storia. Un affarone.

Calata dall’alto la bacchettata Lgbt, sono arrivate altre reprimende illustri – una su tutte, quella della Boldrini – dunque la Bonetti è scattata subito sull’attenti: “Cara Anna Paola Concia, ho scritto ieri alla Ministra Paola Pisano (Innovazione Tecnologica e Digitazlizzazione, ndr) e mi ha subito rassicurato sul fatto che si sta lavorando ad una modifica, che sarà rilasciata entro breve”.

Agli anatemi delle femminoidi sono seguiti quelli dei politici maschi, se vogliamo ancora più evitabili: visto che siamo tutte “donne liberate”, che ci frega di quello che pensano gli uomini? “Come è possibile che l’immagine della donna nel 2020 sia ancora legata, anche all’interno delle istituzioni, agli stereotipi più logori e abusati? La vicenda dell’app non va minimizzata perché è sintomo di qualcosa di grave e profondo”, è intervenuto su twitter il vicesegretario del Pd, Andrea Orlando. “Sulla #immuniApp peggio dell’immagine stereotipata (donna col bambino e uomo al lavoro) ci sono i commenti. Tanti, troppi, che la giustificano e si scandalizzano per lo scandalo”, ha scritto Enrico Letta. 

Comunque, la sovversiva immagine della maternità è stata infine trionfalmente talebanizzata. Il disegno stilizzato che ritraeva una donna con un bambino e un uomo al lavoro con il pc è stato sostituito da una nuova versione con i ruoli invertiti. Stavolta, tocca al papà occuparsi del bimbo mentre la mamma è all’opera davanti a un portatile. Il ministero dell’Innovazione fa sapere che “tutta la campagna di comunicazione che sta per essere lanciata sull’app terrà conto di questa revisione”. Meno male, per un attimo temevamo che qualcuno avrebbe iniziato a sciogliere i nodi sulla scarsa trasparenza dell’app e sulla sibillina gestione dei dati. 

Cristina Gauri

5 Commenti

  1. Ma si, dai, mettiamoci delle immagini di invertiti, transessuali e altre amenità… Due papà, due mamme, una provetta e un contagocce, e che diamine! Basta con questa normalità… Lo hanno detto anche Giuseppi e gli Espertoni, alla vecchia normalità non torneremo più…
    Tanto sta App del c**** io di certo non la scarico 😏👎😡

  2. Attendo con speranza si dicano le stesse cose della legge sul femminicidio e sul codice rosso. Mentre i tribunali seguono il razzismo imperante e vogliono la donna separata mantenuta e il padre bancomat che non vede più i figli. E invece gli stessi che si scandalizzano dell’immagine stereotipata sono quelli che sostengono lo stereotipo donna vittima-uomo violento e negano l’alienazione parentale.

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