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Roma, 8 set – Ci speravamo un po’ tutti, che le sfortunate sorti della natalità nazionale sarebbero state risollevate dai due mesi di lockdown imposti dal governo durante l’emergenza sanitaria: quando a marzo il mondo si è fermato per il coronavirus, in molti avevano auspicato un baby boom dovuto a una maggior frequenza di rapporti data dal confinamento. Purtroppo, invece, non vi sarà alcuna esplosione di natalità dopo il Covid-19, anzi.

«In Italia non accadrà: le gravidanze nel nostro Paese sono, nella stragrande maggioranza dei casi, programmate e seguono l’andamento dell’economia reale, a dimostrazione che i concepimenti sono per lo più consapevoli». Così si è espresso ai microfoni di Adnkronos Salute il pediatra Italo Farnetani, docente alla Libera Università Ludes di Malta, studioso, da anni, dell’andamento delle nascite in Italia. «Ritengo pertanto che non ci saranno effetti diretti legati al lockdown. L’unico particolare discordante potrebbe essere quello legato all’equinozio di primavera avvenuto nella notte fra il 19 e il 20 marzo (alle ore 3.50 del 20 marzo)».

Nonostante il lockdown abbia fornito l’occasione di avere una «maggior frequenza di rapporti, complice lo stop del Paese, non si capisce perché avrebbero dovuto allentare le normali misure contraccettive», prosegue Farnetani. «C’è però il caso dell’equinozio: in questa situazione è noto che si realizzano le migliori condizioni per lui e per lei per concepire – spiega – in quanto l’intensità le ore di luce e di buio sono identiche, e questo stimola lei, mentre le temperature notturne in genere miti non danneggiano gli spermatozoi. Una situazione ideale per la coppia».

Situazione ideale, sì, ma minata alla base da fattori cruciali quali «L’instabilità sociale, la tensione lavorativa, la mancanza di prospettive certe per il futuro» che determinano il grado di propensione della coppia a mettere in cantiere una gravidanza, «per cui in Italia si assisterà a un calo delle nascite anziché a un aumento post-lockdown. Considerato il numero di settimane necessarie, potremo avere dati reali non prima del mese di dicembre prossimo. Ma ritengo che si avrà un crollo delle nascite che continuerà anche per i primi mesi del 2021», conclude il pediatra.

Cristina Gauri

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