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“Non fatevi impietosire. Basta privilegi per Battisti”. Centrodestra al fianco dei familiari delle vittime

by Adolfo Spezzaferro
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battisti

Roma, 8 set – La notizia dello sconto di pena (per buona condotta) per Cesare Battisti, unitamente a quella dello sciopero della fame per ottenere il trasferimento dal carcere di Oristano, dove il terrorista comunista pluriomicida sta scontando l’ergastolo, ha scatenato l’indignazione dei familiari delle vittime e del centrodestra (nel silenzio colpevole dei giallofucsia). “Questo vigliacco assassino si è goduto 37 anni di latitanza, ho contribuito ad assicurarlo alle patrie galere quando ero ministro e adesso gli diamo lo ‘sconto di pena’ per buona condotta? Questa non è giustizia, è un insulto alla memoria delle vittime, alle loro famiglie e a tutti gli italiani“, scrive su Facebook Matteo Salvini, leader della Lega.

Meloni: “Mi auguro che stagione privilegi e impunità sia finita una volta per tutte”

“Il terrorista e pluriomicida Cesare Battisti è stato abituato a credere che non avrebbe mai scontato la sua pena e che, nonostante i crimini commessi, avrebbe trascorso il resto della sua vita nell’impunità e tra le coccole dell’internazionale radical chic che per tanto tempo lo ha protetto. Dopo averla fatta franca per decenni, questo assassino non concepisce l’idea di dover rimanere in galera per il resto dei suoi giorni a scontare la pena che la giustizia italiana gli ha inflitto“, commenta all’AdnKronos la leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni in merito alla decisione del magistrato di sorveglianza, nell’ultimo provvedimento, di riconoscere all’ergastolano la buona condotta e 45 giorni di riduzione della pena, la cosiddetta liberazione anticipata. “Mi auguro che lo Stato non si pieghi alle richieste di questo criminale – sottolinea la Meloni – e che la stagione dei privilegi e dell’impunità riservata a Cesare Battisti sia finita una volta per tutte. Lo dobbiamo alla memoria vittime, ai loro famigliari e a tutti coloro che hanno sofferto per mano di questo criminale”.

Carfagna: “Accetti la pena, dimostri dignità e sospenda lo sciopero della fame”

“Quattro omicidi, tre ferimenti, un numero non ben definito, ma alto, di furti e rapine e 37 anni di latitanza. Cesare Battisti ha ferito profondamente l’Italia, ha dilaniato famiglie ed è scappato dalle sue responsabilità per quasi 40 anni. Oggi si lamenta per le condizioni della sua reclusione, ma il suo atteggiamento è uno sfregio al Paese e alle vittime del terrorismo. E’ arrivato il momento per lui di pagare le sue colpe, senza scorciatoie ma anche senza discriminazioni. Accetti la pena che la giustizia italiana gli ha inflitto, faccia ammenda, dimostri dignità e sospenda lo sciopero della fame e il rifiuto delle cure. E’ giusto che paghi per quello che ha fatto, in nome del popolo italiano”, dichiara Mara Carfagna, vicepresidente della Camera e deputata di Forza Italia.

L’ira dei familiari delle vittime: “Nessuno si faccia impietosire”

“Spero che nessun politico e nessun giudice si faccia impietosire da questa mossa, lo conosciamo ormai, fa queste mosse per impietosire, negli anni è riuscito ad ingannare Lula e tanti altri“, avverte Maurizio Campagna, fratello di Andrea Campagna, l’agente della Digos ucciso da Battisti il 19 aprile 1979 a Milano. “Se qualche politico si farà ingannare – aggiunge Campagna – farò io lo sciopero della fame”. Battisti “ci ha preso in giro fin troppo, non va preso sul serio – ribadisce – se viene tenuto in isolamento, un buon motivo ci sarà”. E a proposito dello sconto di pena, Campagna fa presente che “Battisti è stato condannato a due ergastoli, uno per l’uccisione di mio fratello e un altro per quello di una guardia carceraria, Antonio Santoro. Dovrebbe scontare la pena e stare in carcere. In Italia, tra sconti vari, di fatto l’ergastolo non si fa. Sono le distorsioni del nostro ordinamento“.

Una notizia assurda. E’ ora che la smetta. Il nostro ergastolo non è ancora finito, lui ha appena cominciato e già esce? Abbiamo messo in conto che prima o poi sarebbe tornato libero ma non così presto. E’ ora di smetterla. Lui deve scontare la sua pena. Punto e basta”, dice all’AdnKronos Adriano Sabbadin, figlio di Lino, il macellaio ucciso durante una rapina messa a segno da Battisti e gli altri membri dei Proletari armati per il comunismo nel 1979.

Bellocchio: “Protesta legittima, che ha una sua nobiltà”

Chi invece esprime un punto di vista diametralmente opposto è Marco Bellocchio: “Lo sciopero della fame di Cesare Battisti è una forma di protesta legittima, nonché non violenta. Anzi, penso che contraddica la condotta violenta della sua militanza terroristica. Per questo ha una sua nobiltà, in quanto non violenta”, commenta all’AdnKronos il regista di sinistra.

Adolfo Spezzaferro

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jenablindata 9 Settembre 2020 - 2:26

altro che impietosire…
se fosse per me sarebbe “pianto e stridor di denti”
per lui e tutti i marcioni come lui.
ma prima o poi CI ANDRA’ PURE SU,uno che la pensa come me,eh?
non vedo l’ora,guarda.

cosi la finiremo una buona volta…con questa pagliacciata di giustizia e di carcere da anime belle,
e cominceremo a “rieducarli”come dico io,i delinquenti:
bastano cinque anni,
cinque SOLTANTO di nuovo corso,e smetteremo magicamente di avere pregiudicati e delinquenti recidivi:
perchè al primo reato GLI FAN PASSARE PER SEMPRE a chiunque,la voglia di delinquere in italia:
piuttosto vanno a lavorare in una miniera di carbone cinese

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