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Rom, 2 ago — Dopo la Sardegna arriva il grido di dolore dell’Abruzzo, da ieri avvolto dalle fiamme dei roghi: la situazione più drammatica si registra a Pescara, dove ieri un incendio ha devastato la zona sud della città e in particolar modo la Pineta Dannunziana e i colli vicini.



Come detto, non solo il pescarese è rimasto coinvolto nei roghi: secondo quanto si apprende da Ansa, nelle scorse ore la Regione ha chiesto mezzi e risorse a Roma. L’effetto dei devastanti incendi si è riverberato sui trasporti, con ritardi di oltre 400 minuti sulla ferrovia adriatica — in concomitanza con il primo fine settimana delle ferie agostane — la chiusura dei caselli autostradali e lunghissime code.

Pescara avvolta dalle fiamme

«È un giorno difficile per Pescara». Si apprende dalla pagina Facebook del Comune. «Da alcune ore si combatte una dura battaglia per difendere dalle fiamme lo scrigno naturale più prezioso, la Pineta dannunziana. Centinaia di uomini dei vigili del fuoco, carabinieri forestali, polizia di Stato, polizia municipale, protezione civile stanno dando tutto in una domenica con temperature sopra i 40 gradi e un vento di libeccio che è insidioso in ogni punto. Siamo a lavoro per arginare i focolai d’incendio che a più riprese, seppur già spenti, in pochi secondi riprendono vigore e aggrediscono anche aree di riserva integrale».

La Pineta dannunziana fa parte di una riserva che si estende per 53 ettari, di cui 35 sono testimonianza dell’antica selva che si estendeva su gran parte dell’Abruzzo. Nella Riserva prosperano molte specie di flora protetta e ormai in via di estinzione. La pineta deriva il suo nome da Gabriele D’Annuncio che l’aveva più volte citata nella raccolta di racconti Le novelle della Pescara (1902).

La Pineta completamente distrutta

A Pescara le fiamme hanno raggiunto le abitazioni fino a lambire le spiagge, da dove i bagnanti sono fuggiti in massa. «Sembra che ora gli incendi siano sotto controllo», dichiarava ieri sera all’Ansa il sindaco di Pescara, Calo Masci. «Questa zona della Pineta è riserva integrale ed è completamente distrutta. Viene da piangere a guardarla. I danni ambientali sono incalcolabili. Qui ci sono le radici di Pescara. Questo è il cuore della città, il suo polmone verde e oggi lo vediamo distrutto». Spoega: «Essendo riserva integrale, è un’area non sottoposta a manutenzione e il sottobosco ha bruciato rapidamente. Le fiamme hanno interessato anche il comparto 4 della Riserva, dove è andata distrutta anche una casetta in legno di proprietà del Comune». La Procura di Pescara ha già aperto un fascicolo. Si indaga sulla pista dei piromani perché secondo le prime dichiarazioni dei Vigili del Fuoco risulterebbero tre diversi punti di innesco dei roghi.

Brucia anche la provincia di Pescara

Anche la provincia di Pescara è coinvolta in numerosi incendi. Un rogo divampato in giornata ha reso necessaria l’evacuazione di 31 persone e di un ristorante a Farindola. Incendiin corso anche a Penne, Bolognano, Caramanico, Città Sant’Angelo e San Valentino in Abruzzo Citeriore. «Una giornata drammatica», dichiara il presidente della Provincia di Pescara, Antonio Zaffiri.

Ortona ostaggio degli incendi

Non solo la città di Pescara brucia: incendi interessano anche il territorio comunale di Ortona. Uno dei roghi, sviluppatosi nel pieno centro urbani, sta lambendo il cimitero minacciano le abitazioni. Centinaia gli evacuati. Il canile dovrà probabilmente essere evacuato, si cercano stalli per i cani ospitati.

Marsilio: “C’è la mano dell’uomo”

«Abbiamo avuto come dire un attacco sistematico con decine di focolai in tre province»., spiega il presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio al termine della riunione con la Prefettura. «Ovviamente non è per niente casuale ed è inutile pensare che si tratti solo di casualità di natura. Quando accade questo nei giorni di maggior caldo e vento e in maniera così sistematica e scientifica in punti di difficile accesso con difficoltà per spegnere. E’ chiaro che c’è quasi sempre la mano dell’uomo dietro e spero che le indagini e la magistratura e gli inquirenti facciano uno sforzo importante per assicurare alla giustizia questi delinquenti che mettono a rischio vite umane oltre a distruggere un patrimonio ambientale preziosissimo. A Pescara è stata aggredita la Pineta Dannunziana e una delle nostre principali e pressione zone paesaggistiche. Ma non solo a Pescara, visto che il sindaco ci ha detto che ci sono 50 persone da sistemare. Stato di calamità? Vedremo. Ora pensiamo a spegnere gli incendi».

Cristina Gauri

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