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“Non potete entrare per le restrizioni Covid”: infermiere pestato dai parenti di un paziente

by Ilaria Paoletti
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Infermiere pestato Locri

Locri, 10 mag  Calci, graffi e pugni all’infermiere “colpevole” di non avergli lasciato visitare un parente ricoverato. Siamo all’ospedale di Locri, in provincia di Reggio Calabria.

Locri, l’aggressione all’infermiere

Picchiato brutalmente solo per aver cercato di far rispettare le regole, solo perché cercava di far capire ai parenti di quella anziana paziente, ormai giunta in fin di vita dopo il trasporto in ambulanza, che non era possibile avere accesso nella sala interna per le tassative restrizioni anti covid“, riferisce il sindacato Nursing Up , che rappresenta l’infermiere e denuncia questo episodio di violenza.

Il sindacato: “Manca presidio di polizia”

In seguito all’aggressione all’infermiere, in ospedale sono arrivati i carabinieri.  “Nell’ospedale in provincia di Reggio Calabria, come noto, così come in molte realtà della regione – denuncia Antonio De Palma, presidente del Nursing Up – manca totalmente un presidio di polizia fisso. E non sono bastate le telecamere installate 24 ore su 24 per fare da deterrente alla rabbia dell’uomo. Siamo di fronte all’ennesimo vergognoso episodio di violenza consumato ai danni di un infermiere”, ricorda.

“Non possiamo pagare per gli incivili”

“Servono la competenza e la forza di presidi di polizia in ogni ospedale” ammonisce ancora il rappresentante sindacale dell’infermiere “serve maggiore dispiegamento di uomini che devono difendere i nostri infermieri e i medici, quelli che sono più esposti di altri, e che non possono e non devono pagare sulla propria pelle la rabbia degli incivili. E non possiamo certo dimenticare – conclude il sindacalista – i rischi che corrono quegli infermieri operatori del 118 che si recano a casa dei pazienti, a rischio di diventare soggetto di violenza da parte di chi oltretutto si sente ancora più forte e intoccabile all’interno delle proprie mura domestiche”.

Ilaria Paoletti

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2 comments

Pino 10 Maggio 2021 - 2:51

Ben fatto! Ma ci rendiamo conto che si impedisce di vedere per l’ultima volta un familiare? ULTIMA VOLTA! E la scusa è una malattia facilmente curabile che diventa mortale per un protocollo che ne impone una cura sbagliata! Qui il punto non è il ‘povero’ infermiere che frigna dalla polizia, ma il fatto che stiamo assistendo PASSIVI E COMPLICI al più grande sterminio premeditato della popolazione mondiale cazzo!

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fabio crociato 10 Maggio 2021 - 6:04

Non so Voi, ma se un mio caro o un vero amico è in fin di vita non lo lascio da solo finché posso… Su questo caso riportato bisognerebbe saperne di più. Tra civile ed incivile oggi il confine è molto più discutibile. Purtroppo.

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