Roma, 3 apr — Ragazzine minorenni, alcune di neanche 14 anni, cadute preda di un giro di prostituzione minorile gestito da tre aguzzine, tre donne nordafricane che chiedevano 250 euro per un incontro con i clienti — fino a mille per un rapporto completo. Sono finite in manette le tre immigrate e un uomo, un imprenditore modenese che era diventato cliente abituale del giro.

Un giro di prostituzione minorile gestito da immigrate

Prostituzione minorile, gestione della prostituzione e detenzione di materiale pedopornografico e corruzione di minore i reati contestati al termine delle indagini condotte dalla Procura di Modena. Stando a quanto riportato dal Corriere di Bologna, secondo l’accusa — in questo caso rappresentata dal procuratore aggiunto Giuseppe Di Giorgio e dal sostituto Monica Bombana — l’uomo, un 56enne, si sarebbe avvalso dei «servizi» forniti dal giro messo insieme dalle tre nordafricane, in cambio di denaro. Le vittime che cadevano nella tratta erano accuratamente scelte da contesti sociali estremamente problematici

Il catalogo degli orrori

La scelta delle minori avveniva tramite un «catalogo» fotografico, conservato sul cellulare di una delle presunte aguzzine: come detto, alcune ragazze non arrivavano ai 14 anni. Le giovanissime non risiedevano tutte sul territorio della provincia di Modena: tanto che l’imprenditore si era spinto fino a Reggio Emilia e Ferrara per incontrare le ragazzine con le quali avrebbe poi avuto rapporti, sempre accompagnato da una delle tre «boss» del giro di prostituzione minorile. Le forze dell’ordine hanno trovato sul cellulare del 56enne diversi file pornografici raffiguranti le vittime.

Ora sui quattro imputati pendono le accuse di prostituzione minorile, gestione della prostituzione e detenzione di materiale pedopornografico e corruzione di minore. Venerdì 1 aprile si è tenuta la prima udienza del processo, che ha subito un rinvio per questioni tecniche. A maggio verranno ascoltate le testimonianze delle vittime.

Cristina Gauri

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