Roma, 4 nov – Il 2021 sta quasi volgendo al termine, tra restrizioni, imposizione dei vaccini e decreti liberticidi, ovvero quella che dovrebbe essere la nuova normalità, secondo i leader mondiali. Solo una questione ci riporta indietro al 2017: l’invasione di clandestini. Nel 2021, sono già sbarcati in Italia 55mila immigrati, un record considerando che nel 2020 ne erano sbarcati 34.154, 11.471 nel 2019 e 23.370 nel 2018. I numeri del 2021 hanno superato drammaticamente quelli del 2017 post entrata in vigore dell’accordo Italia-Libia: da luglio a ottobre, nel 2017 sbarcarono 27.647 immigrati, nel 2021 ne sono sbarcati 32.905. La quasi totalità degli stranieri arrivati clandestinamente in Italia non sono scappati né dalla guerra né da regimi dittatoriali: 14.357 tunisini, 6.448 bengalesi, 6.212 egiziani, 3.194 ivoriani, 1.621 marocchini, ovvero provenienti da Nazioni con governi riconosciuti dalla comunità internazionale. Nel 2021, dai Paesi in guerra o destabilizzati dalle “bombe umanitarie” e dalle Primavere Arabe, sono arrivati 1.900 iracheni, 1.540 sudanesi, 1.203 siriani, 770 afghani e 359 libici.



Sbarchi autonomi di clandestini, salvataggi della GC libica e traghettamenti delle navi delle Ong

Nel 2021, al 31 ottobre, la Guardia costiera libica ha salvato e riportato in Libia 27.551 immigrati. Cio significa che, senza l’operato dei libici, in Italia sarebbero sbarcati più di 80mila clandestini. Nonostante fermi amministrativi e quarantene, le navi delle Ong hanno traghettato 6.675 immigrati, causando peraltro il cosiddetto “pull factor” davanti alle coste libiche. Il “fattore attrazione” è quel fenomeno, già documentato da due direttori dell’Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera (Frontex) e dal ministero dell’Interno tedesco, che spinge le persone a emigrare dal proprio Paese di origine e poi a imbarcarsi su un barcone, previo pagamento della quota ai trafficanti di esseri umani. Peraltro, la consapevolezza degli immigrati riguardante la facilità di sbarcare in Italia, grazie al traghettamento delle navi delle Ong, favorisce il business dei trafficanti, ormai da anni organizzati come veri e propri tour operator con annunci promozionali sui social network e ramificazioni in ogni Paese, pure europeo. Inoltre, è lampante che i trafficanti facciano partire i barconi degli immigrati quando le navi delle Ong si posizionano davanti alle coste libiche. Dei 50.612 immigrati partiti dalla Libia nel 2021 (27.551 riportati in Libia dalla Guardia costiera libica e 23.061 sbarcati in Italia), 31.628 sono salpati mentre erano presenti le navi delle Ong, ovvero il 62 per cento.

Spesso i trafficanti, per pubblicizzare i loro servizi, utilizzano addirittura i marchi delle Ong, le immagini delle loro navi e dei loro rhib, e condividono i post dei sedicenti umanitari. Al momento, sono quattro le Ong indagate in Italia per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina: l’italiana Mediterranea Saving Humans, la tedesca Jugend Rettet, Medici senza Frontiere e Save the Children. Sono invece undici le navi delle Ong attive nel Mediterraneo centrale: la Ocean Viking della Ong franco-tedesca Sos Mediterranee, Open Arms e Astral della Ong spagnola Open Arms, Sea Watch 3 e Sea Watch 4 della tedesca Sea Watch, Sea Eye 4 della tedesca Sea-Eye, la Geo Barents di Medici senza Frontiere, ResQ della Ong italiana Resq People, la Aita Mari della spagnola Maydayterraneo, la Nadir della tedesca Resqship, e l’ultima arrivata Rise Above della Ong dei centri sociali tedeschi Mission Lifeline. Esattamente lo stesso numero di navi del 2016 e, come all’epoca, tutte pattugliano esclusivamente le coste della Libia, sebbene gli immigrati partano anche dalla Turchia e dal Marocco.

Minori a bordo delle navi delle Ong: le percentuali non tornano

Nel 2021, secondo l’Organizzazione internazionale per le migrazioni presente nei porti libici al momento dello sbarco degli immigrati dalle motovedette libiche, sono stati 1.019 i minori sui 27.551 totali, ovvero il 3,7 per cento. Questa percentuale è fortemente discordante da quella fornita dalle Ong. Dei 6.675 immigrati trasbordati, 1.966 erano minori, ovvero lo 29,5 per cento. I casi sono tre: o i trafficanti affollano i barconi di minori quando ci sono navi delle Ong davanti alle coste libiche, o le Ong mentono, o gli immigrati spesso senza documenti ingannano le Ong. Resta il fatto che la differenza tra minori a bordo delle motovedette libiche e quelli sulle navi delle Ong è abissale.

Inoltre, è bene ricordare che la Legge Zampa sui “migranti minori non accompagnati” rende pressoché impossibile un accertamento efficace dell’età dei sedicenti minori e, come regola, vale la presunzione di minore età.

Francesca Totolo

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