Roma, 26 mar – Italia chiusa anche dopo Pasqua, il governo Draghi cerca l’intesa nella maggioranza tra “rigoristi” e “aperturisti”: possibile una zona gialla rafforzata, con chiusure anticipate. Oggi intanto ci sarà il consueto cambio di colore per le regioni, con il Lazio che tornerà in zona arancione e da lunedì riaprirà le scuole. Nella maggioranza è ancora scontro tra chi, Lega in testa, vuole riaprire il prima possibile e chi, come il ministro della Salute Roberto Speranza, appoggiato da Pd e M5S, vuole tenere tutto chiuso il più possibile. Anche tra i governatori c’è chi chiede di procedere con le riaperture dove è possibile.



Verso una zona gialla rafforzata con chiusure anticipate

Sembra dunque sfumare l’ipotesi di abolire per decreto la zona gialla per un paio di settimane dopo Pasqua, a prescindere dai dati. E’ possibile invece che ci sarà una sorta di zona gialla rafforzata, con bar e ristoranti aperti solo fino alle 16. Obiettivo: evitare l’aperitivo. Più in generale, dove la curva epidemiologica mostrerà una discesa dopo Pasqua, si riapriranno le attività. Nei fine settimana però si tornerà ai divieti da zona arancione anche dove i numeri sono da zona gialla. Con l’obiettivo di evitare assembramenti e possibili contagi. Neanche a dirlo, poi, per il fine settimana del primo maggio ci sarà il lockdown nazionale, come a Pasqua.

Oggi i cambi di colore: molte regioni ancora rosse

Oggi ci sarà il consueto cambio di colore (sempre se verrà permesso il passaggio alla zona gialla rafforzata). Diverse le regioni che resteranno in zona rossa, come Lombardia e Piemonte e Valle d’Aosta. Rischia la Calabria, mentre in Campania il governatore Vincenzo De Luca potrebbe prorogare la chiusura totale fino al 12 aprile. Sono e restano rosse anche Friuli-Venezia Giulia, Emilia-Romagna, provincia autonoma di Trento, Marche, Puglia.

Lazio torna in arancione a riapre le scuole

Il Lazio tonerà in zona arancione. “Da lunedì 29 marzo gli asili nido, le materne, le scuole elementari e le medie riapriranno con le attività in presenza. Per quanto riguarda le superiori, queste rimarranno chiuse continuando ad assicurare la didattica a distanza. La decisione riguarda le giornate antecedenti le vacanze di Pasqua, cioè il 29, 30 e 31 marzo e sarà formalizzata nelle prossime ore con un’ordinanza regionale a firma del presidente della Regione Lazio”. Lo rende noto Claudio Di Berardino, assessore al Lavoro, scuola e formazione. 

Il Veneto ci spera ma il governatore Luca Zaia chiarisce: “Non è impossibile, ma dobbiamo vedere qual è il conto che faranno della settimana trascorsa. Noi lo abbiamo fatto, ma a volte le calcolatrici non danno lo stesso risultato”. Rimane in zona arancione la Liguria. “Tecnicamente sarebbe l’unica regione gialla del nord Italia con Rt pari a 1, ovviamente non lo siamo perché il decreto Draghi congela la fascia gialla fino al termine delle vacanze pasquali», spiega il presidente Giovanni Toti. Sicuro di restare in arancione il governatore della Toscana Eugenio Giani.

Parrucchieri, verso la riapertura in zona rossa

Sul fronte delle possibili (poche) riaperture, potrebbe essere consentita quella di barbieri e parrucchieri in zona rossa, proprio come accadeva prima dell’ultimo decreto. In questo modo si ridurrebbero i rischi degli appuntamenti a domicilio, che avvengono senza i controlli possibili nei locali aperti al pubblico. Ma la riapertura non riguarderà i fine settimana.

Stato di emergenza, Speranza chiede la proroga fino a luglio

Per quanto riguarda lo stato di emergenza sanitaria, Speranza è convinto che debba essere prorogato fino a luglio, per continuare ad intervenire con provvedimenti urgenti. Soprattutto sul fronte del piano vaccini, che ha accumulato ritardi. Ma anche questo punto è oggetto di discussione nella maggioranza, visto chi, Lega in primis, chiede che il cambio di passo non resti lettera morta e che si torni a coinvolgere il Parlamento nelle decisioni.

Riapertura scuole, tutti tamponati?

L’unica riapertura pressoché certa è quella delle scuole nelle zone rosse, come era prima dell’ultimo decreto. il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi e il consulente del Miur Agostino Miozzo (ex coordinatore del Cts) hanno presentato il loro piano che consiste nel far rientrare il prima possibile tutti gli studenti, bambini di nidi e materne comprese, eseguendo un tampone rapido all’ingresso. Un test anti-Covid che, però, andrà ripetuto ogni settimana per la sicurezza di tutti e per evitare nuovi focolai. Nel caso di positività, si farà il tampone molecolare a tutta la classe. Un piano ambizioso, che coinvolgirebbe unità delle Forze armate e della Protezione civile. Il punto è: sarà possibile attuarlo già dal primo giorno di riapertura, ossia il 7 aprile? Allo stato attuale appare molto difficile.

Adolfo Spezzaferro

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