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Roma, 26 mar – E’ allarme posti letto nel reparto di neuropsichiatria infantile al Bambino Gesù di Roma. Incredibile, vero? Una struttura ospedaliera che lamenta sofferenza di posti, e guarda caso non si tratta di malati di Covid-19. Anche se la pandemia è direttamente coinvolta in questa esplosione di disturbi mentali dei giovanissimi, anzi: non la pandemia, ma le restrizioni che – presuntamente, e a che prezzo? – dovrebbero contenerla. Chiamiamo le cose con il loro nome.



Allarme suicidi e autolesionismo infantile al Bambino Gesù

«Se continua così alla fine dell’anno avremo più di 500 ricoveri e oltre 7.000 bambini in attività diurna», racconta a Repubblica Stefano Vicari, responsabile di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma. «Questo aumento c’è stato con la seconda ondata della pandemia, da ottobre a oggi. Siamo in affanno. E siamo preoccupati». Con la seconda ondata: cioè, da quando la Dad si è nuovamente impossessata delle vite scolastiche degli alunni italiani.

Le cifre sono da capogiro. Partiamo con un «28 per cento in più per anoressia nella fascia 12-14 anni, che adesso colpisce molto anche i maschi», e un «25 per cento in più di tentativi di suicidio e atti di autolesionismo». Ma è una problematica che «riguarda tutta Italia, da Torino a Pisa, da Genova a Firenze, ed è trasversale in tutto il Paese».

Si abbassa anche l’età

A preoccupare, oltre all’aumento vertiginoso dei casi, è anche l’età, «sempre più bassa». A questo si affianca il dramma dell’offerta assistenziale. Cifre ridicole. «Per la psichiatria dell’età evolutiva in questo paese è molto modesta, molto ridotta. I disturbi mentali riguardano normalmente il 20 per cento dei bambini e degli adolescenti. Adesso il dato è cresciuto esponenzialmente e i posti in Italia sono sempre gli stessi: 92 in tutto». Per non parlare del fatto che alcune Regioni «come la Calabria, Umbria e Abruzzo» ne sono completamente prove.. .«L’Emilia Romagna ha solo 4 posti letti dedicati. C’è un’assenza totale da parte di chi ha responsabilità di governo. Stiamo scrivendo un documento da sottoporre al ministro perché le risorse in arrivo vengano impiegate anche per la psichiatria in età evolutiva».

Al Bambino Gesù i posti letto attivi sono 16: «Un numero veramente esiguo, se si pensa che il suicidio è la seconda causa di morte tra i ragazzi tra 10 e i 25 anni». Prosegue Vicari: «Ricoveriamo a rotta di collo e non sappiamo più dove mettere i bambini. Richieste vengono non solo dagli acuti: dopo c’è anche la presa in carico, il cosiddetto diurno».

I veri dimenticati della pandemia

Gli adolescenti, secondo il primario del Bambino Gesù, sono «i veri dimenticati della pandemia. Li abbiamo trattati come untori, perché si accalcano, oppure come imbecilli che passano il tempo sul divano invece dovrebbero essere contenti perché non vanno a scuola. Ma è un modo per emarginarli ancora di più». I ragazzi sono da mesi a casa da soli, costretti a gestirsi il proprio tempo in autonomia senza averne ancora gli strumenti.« I ragazzi hanno bisogno di relazioni per poter crescere sani, la relazione è fondamentale. Nessuno da adolescente parla con mamma e papà: c’è bisogno degli amici, dei compagni di classe e di banco».

Cristina Gauri

 



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