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Anche l’amore necessita della sua pianificazione. Quando si decide di andare a convivere con la propria dolce metà, non tutti ritengono importante stabile le modalità di gestione del denaro, tralasciano così un aspetto essenziale della vita di coppia.

Più che scelta dettata dal cuore, infatti, non normalizzare la parte meramente economica della convivenza potrebbe risultare poco razionale. In generale, il fattore finanziario pesa sulla relazione tra partner, anche quando l’amore è forte e sincero. Non vogliamo trasformare la poesia in prosa o eliminare l’aspetto romantico della convivenza: solamente dare qualche consiglio utile su come gestire il denaro alla prima esperienza lontano dalla casa paterna.

Pensiamo all’insegnamento di Italo Calvino: “A volte uno si crede incompleto ed è soltanto giovane”. Soprattutto per le coppie giovani, dunque, il rischio di fronte a un passo tanto importante è lasciare incomplete decisioni non prorogabili. Meglio fare i conti prima ed evitare, in un secondo momento, di dover tornare sui propri passi.

Come condividere i costi durante la convivenza

Ma quali sono le possibilità per chi inizia a vivere insieme? Eccone 3 su come dividere i costi durante la convivenza, da valutare insieme al partner per scegliere insieme quella più adatta alle specifiche esigenze.

  1. Convogliare in un conto comune entrambi gli stipendi: nel matrimonio si chiama condivisione dei beni, ma in caso di convivenza il senso non cambia. Con questa modalità, i giovani conviventi accreditano entrambi gli stipendi su un unico conto corrente e condividono al 100% la gestione delle proprie finanze. Il vantaggio riguarda specificatamente le uscite ordinarie: nessuna discussione sui costi quotidiani, le bollette o le tasse, quello che si spende si paga insieme. Poiché il conto è accessibili ad entrambi senza vincoli, questa modalità è consigliata a coppie con livelli di reddito e indebitamento simili e con una relazione basata sull’affetto e la fiducia. Per chi preferisce non partire subito con il piede sull’acceleratore, il suggerimento è optare per la condivisione del conto solamente dopo il primo periodo di transizione, quando si è maggiormente consapevoli delle abitudini dell’altro.
  2. Mantenere i conti separati: al contrario della prima possibilità, questa seconda consente ai partner di mantenere la propria indipendenza finanziaria e decidere individualmente a quale conto destinare lo stipendio percepito. Per la gestione delle spese ordinarie, le opzioni in questo caso sono due: o tenere traccia di tutte le uscite e, al termine del mese, dividere i costi o stabilire ad inizio mese la somma da garantire per pagare le spese previste. Mantenere i conti separati potrebbe rappresentare la soluzione ideale per partner con diversi stili di vita e una diversa attitudine al risparmio.
  3. Mantenere la separazione dei conti ma aprirne uno in comune: la terza ipotesi può considerarsi una soluzione a metà tra le due precedenti. Il senso è questo: ciascun partner mantiene il proprio conto ma, parallelamente, se ne apre uno cointestato da alimentare insieme con regolarità. Il vantaggio? È più semplice gestire le spese comuni che, in questo modo, rimangono anche tracciabili. Per quel che concerne la percentuale da condividere nel conto, si può decidere di versare una somma uguale ogni mese o una percentuale proporzionale allo stipendio guadagnato. Aprire un conto comune mantenendo il proprio è consigliato per le giovani coppie con diversi livelli di guadagno ma con la medesima attenzione al risparmio.

Qualsiasi sia la scelta, una mossa lungimirante è optare per la polizza vita per coppie e mettere al sicuro il futuro insieme anche in caso di eventi imprevisti.

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