Roma, 16 feb – La Consulta boccia il referendum sull’eutanasia – “omicidio del consenziente” – proposto dall’associazione Coscioni. La camera di consiglio della Corte Costituzionale si è riunita ieri per discutere sull’ammissibilità del referendum e ha rigettato il quesito, giudicato “inammissibile”. Perché non garantisce “la tutela minima della vita”.

Eutanasia, la Consulta boccia il referendum sull’omicidio del consenziente

In attesa del deposito della sentenza, l’Ufficio comunicazione e stampa fa sapere che la Corte ha ritenuto inammissibile il quesito referendario perché, a seguito dell’abrogazione, sebbene parziale, della norma sull’omicidio del consenziente, non sarebbe preservata la tutela minima costituzionalmente necessaria della vita umana, in generale. E con particolare riferimento alle persone deboli e vulnerabili. La sentenza sarà depositata nei prossimi giorni.

Associazione Coscioni: “Sconfitta per democrazia”

”E’ una sconfitta per la nostra democrazia, per quel milione e 240mila cittadini che hanno firmato per avere il diritto di scegliere tramite un referendum che avrebbe chiamato il Paese ad esprimersi con un sì o un no”. E’ il commento dell’avvocato Filomena Gallo, segretario dell’Associazione Coscioni. “Al momento nel nostro Paese è possibile rifiutare trattamenti e procedere con la sedazione profonda o chiedere l’aiuto al suicidio in modo legale, solo l’eutanasia attiva è vietata a danno di malati che non potranno scegliere. Attiveremo tutti i percorsi possibili come sempre abbiamo fatto affinché si possa agire nella legalità anche senza questo referendum nel rispetto dei cittadini che vorrebbero scegliere”.

“Prenderemo in considerazione di candidarci direttamente a governare”

”Il cammino verso la legalizzazione dell’eutanasia non si ferma” scrive in una nota l’associazione Luca Coscioni. “Certamente, la cancellazione dello strumento referendario da parte della Corte costituzionale sul fine vita renderà il cammino più lungo e tortuoso, e per molte persone ciò significherà un carico aggiuntivo di sofferenza e violenza. Ma la strada è segnata”. ”L’Associazione Luca Coscioni non lascerà nulla di intentato, dalle disobbedienze civili ai ricorsi giudiziari, “dal corpo delle persone al cuore della politica”. Ci rivolgeremo anche alle forze politiche e parlamentari, in questi anni particolarmente assenti o impotenti. E prenderemo in considerazione la possibilità di candidarci direttamente a governare per realizzare le soluzioni che si affermano ormai in gran parte del mondo democratico”, annuncia l’associazione.

Scienza & Vita plaude alla decisione della Consulta

In linea con la decisione della Consulta invece Scienza & Vita. “La Corte costituzionale nell’ambito di una valutazione di conformità ai principi inalienabili della nostra Carta ha stabilito come era prevedibile che un referendum cosi estensivo avrebbe conculcato i diritti inviolabili delle persone, specialmente quelle più fragili”. Così Alberto Gambino, presidente di Scienza & Vita. “Le associazioni Scienza & Vita e Unione giuristi cattolici italiani salutano questa decisione con particolare soddisfazione e riconoscenza verso l’alto magistero nei confronti dei nostri giudici costituzionali per la saggezza della scelta operata”.

Comitato per il No: “Decisione permette di affrontare con maggiore equilibrio la discussione in Parlamento”

Anche il Comitato per il No all’omicidio del consenziente, presieduto dalla professoressa Assuntina Morresi, esprime soddisfazione per la decisione della Corte Costituzionale. A sostegno delle sue posizioni il Comitato ha fatto pervenire nei giorni scorsi alla Consulta un’articolata memoria. “In attesa di conoscere le motivazioni della sentenza della Corte, è ragionevole immaginare che avrà inciso il vincolo costituzionale – da noi sottolineato – sul principio di indisponibilità della vita”. “La decisione della Consulta – spiega il comitato – permette ora di affrontare con maggiore equilibrio la discussione parlamentare sul c.d. testo Bazoli riguardante l’eutanasia”. Testo “che sostiene – a nostro avviso erroneamente – di dare attuazione alla sentenza n. 242/2019 della stessa Corte, e di farne emergere le incoerenze e il superamento dei confini da essa stabiliti”, conclude il comitato.

Meloni: “Decisione sacrosanta”

Sul fronte della politica, si registra il plauso di Giorgia Meloni: “Sacrosanta la decisione della Corte costituzionale di dichiarare inammissibile il referendum proposto dai radicali sull’omicidio del consenziente, anche se sano”. Secondo la leader di FdI, si trattava di “un quesito inaccettabile ed estremo che avrebbe scardinato il nostro ordinamento giuridico, da sempre orientato alla difesa della vita umana e alla tutela dei più fragili e deboli. Una sentenza di buon senso”, conclude.

Salvini: “Bocciatura di un referendum mai buona notizia”

Di tutt’altro avviso Matteo Salvini. “Sono dispiaciuto, la bocciatura di un referendum non è mai una buona notizia”, commenta il leader della Lega, che ha presentato sei quesiti referendari di riforma della giustizia.

Pd e M5S spingono per legge su eutanasia

Nel centrosinistra, Enrico Letta commenta su Twitter: “La bocciatura da parte della Corte Costituzionale del referendum sull’eutanasia legale deve ora spingere il Parlamento ad approvare la legge sul suicidio assistito, secondo le indicazioni della Corte stessa”. Sulla stessa linea del segretario Pd anche il M5S: serve una legge.

Adolfo Spezzaferro

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