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Roma, 24 gen –  Le sardine hanno inviato una lettera a 1.500 sindaci dei comuni della Lombardia. Se ne sono occupate le sardine di Milano che, secondo quanto riporta L’Espresso, “chiedono un cambiamento nel linguaggio politico e nel modo di porsi”.

“Valori come antifascismo e equità”

A Milano si vota tra un anno e a quanto pare, una volta archiviata l’Emilia Romagna (la Calabria è la Cenerentola di questo scontro politico) le sardine già intendono spingere i giusti tasti per “direzionare” il voto. Da qui, la decisione di scrivere questa lettera ai sindaci della Lombardia “Abbiamo deciso di scrivere questa lettera perché i sindaci sono i diretti rappresentanti dei cittadini e chi meglio di loro può riportare all’interno della società valori come ‘antifascismo’ ed ‘equità’”.

“Giustizia sociale”

“In questi mesi, anche grazie alle Sardine, è stato possibile far emergere l’esistenza di un’altra Italia” si legge nell’incipit della lettera “che alla politica becera, priva di contenuti e incentrata sulla propaganda dell’odio risponde con i valori della solidarietà, dell’accoglienza, del rispetto dei diritti umani, dell’intelligenza, della non violenza, dell’antifascismo, dell’antirazzismo e della giustizia sociale”.

Sostenere commissione Segre

Non solo: nella missiva accorata dei pescetti, sarà chiesto ai sindaci lombardi di “sostenere la commissione Segre; coltivare la memoria antifascista; aderire alla “Rete dei comuni per la memoria, contro l’odio e il razzismo”; sollecitare il Parlamento perché si completi la legislazione di contrasto dei fenomeni di intolleranza, razzismo, antisemitismo e istigazione all’odio e alla violenza”. Le sardine sperano, inoltre, che questa iniziativa vada avanti fino a coinvolgere”le persone in prima persona, chiedendo loro un impegno concreto su questa tematica, dobbiamo far comprendere che è un problema di tutti”.

Prima delle lettere, meglio imparare a stare in tv …

Ricordiamo infatti la pessima figura di Santori in tv “contro” Sallusti, che gli ha domandato: “Delle mille che potrei farvi ve ne faccio una: se voi poteste influire sulla politica italiana, fareste o no la prescrizione dei processi?” La risposta di Santori non lascia dubbi (sul fatto che le sardine incarnano il vuoto assoluto): “Lei, Sallusti, se a un bambino autistico quando gli passa la palla da basket questo ritrae le mani, come riesce a passargli la palla e fare in modo che questo la raccolga con le mani che non sa usare?”. “E’ un po’ complicato come ha risposto, non l’ho capita. Per mia deficienza non l’ho capita”, replica Sallusti. Allora Floris, anche per togliere tutti dall’imbarazzo, fa la battuta: “E’ della regione di Bersani, diamogli la possibilità di utilizzare la metafora“. “Lei dice “non sta a noi dare le risposte”, giusto?”, prova a metterci una pezza Floris rivolto a Santori. A quel punto Sallusti sbotta: “Ma allora è come andare a un concerto di Ligabue. Se non avete delle risposte è inutile fare delle domande“.

Ilaria Paoletti

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