Livorno, 16 set — Scene da banlieu in pieno centro a Livorno, dove un gruppo di persone, composto da una trentina di nordafricani, si è affrontato con spranghe, coltelli e persino una spada mettendo a ferro e a fuoco la zona tra via del Fante, via Buontalenti e piazza della Repubblica. Scene agghiaccianti, violentissime. Gli immigrati si sono fronteggiati distruggendo tutto quello che incontravano sul proprio cammino, dalle vetrine agli arredi urbani, passando per tavolini e sedie dei bar che si affacciano sulle vie teatro della guerriglia urbana. Danneggiati anche diversi mezzi di trasposto — auto e motorini — parcheggiati nei dintorni.

Nordafricani mettono a ferro e fuoco Livorno

Il fatto è accaduto verso 21.15 di ieri sera, mercoledì 15 settembre. Gli scontri tra i nordafricani si sono protratti fino alle 22, orario di arrivo — assai tardivo —  dei carabinieri, coadiuvati dalle volanti di polizia, dalla Municipale, dalla Finanza e pure dai vigili del fuoco. Le forze dell’ordine sono intervenute dopo le ripetute richieste di alcuni residenti che hanno allertato il 112 documentando, nel mentre, l’indicibile pandemonio scatenato dagli stranieri. Spetterà alle indagini dei carabinieri risalire alle persone coinvolte e alle cause della maxi rissa.

Che bella integrazione

Una cosa è certa: stando a quanto riporta la stampa locale, un episodio di tale portata a Livorno non si era mai visto. Bisogna ringraziare quindi i suddetti nordafricani, preziosissime risorse — e soprattutto chi ha permesso loro di insediarsi nelle nostre città — e le riuscitissime politiche di integrazione delle nostre amministrazioni.

Cristina Gauri

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Classe 1977, nata nella città dei Mille e cresciuta ai piedi della Val Brembana, dell’identità orobica ha preso il meglio e il peggio. Ex musicista elettronica, ha passato metà della sua vita a fare cazzate negli ambienti malsani delle sottoculture, vera scuola di vita da cui è uscita con la consapevolezza che guarire dall’egemonia culturale della sinistra, soprattutto in ambito giovanile, è un dovere morale, e non cessa mai di ricordarlo quando scrive. Ha fatto uscire due dischi cacofonici e prima di diventare giornalista pubblicista è stata social media manager in tempi assai «pionieri» per un noto quotidiano sabaudo. Scrive di tutto quello che la fa arrabbiare, compresi i tic e le idiozie della sua stessa area politica.

4 Commenti

  1. Compagni livornesi, vi ricordo che l’ integrazione tossica nella CCCP era vietata, perseguita con il massimo rigore! Traditori pure di vs. madre patria, ovvero infami, alias rifiuti sociali speciali tossico-nocivi. Ormai sono rimasti più camerati che compagni a salutare con dolente (!) rispetto anche i Vs. morti. Anche nel mio piccolo quando passo da Motca… Terre di Codreanu!

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