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Roma, 23 set — Bambini senza più riflessi, che cadono di continuo, inciampano, scivolano: affollano ultimamente i pronto soccorso presentando fratture complesse quasi inspiegabili. Eppure la spiegazione c’è: non sanno più cadere. «La mancanza di attività sportiva, dovuta di recente anche al lockdown e l’uso spropositato dei dispositivi elettronici hanno fatto perdere la capacità di reazione». E’ la spiegazione fornita al Messaggero da Pasquale Guida, direttore di Ortopedia e traumatologia del Santobono e vicepresidente della Società italiana di ortopedia e traumatologia pediatrica (Sitop).



Bimbi senza riflessi: colpa delle chiusure

I lunghi mesi di immobilità, tra i vari danni già elencati, hanno fatto sì che i bambini abbiano perso il cosiddetto «riflesso del paracadute», quel comportamento automatico di protezione che l’essere umano mette in atto allungando le braccia quando si perde l’equilibrio e si cade in avanti. Un meccanismo che ci consente di attutire il colpo ed evitare fratture anche complesse. I lunghi mesi al chiuso, senza poter giocare, inciampare liberamente, confrontarsi con gli ostacoli dell’ambiente esterno, hanno influito in modo drammaticamente negativo sui riflessi dei piccoli. E ora i pronto soccorsi sono assediati da bimbi con le gambe rotte.

La sindrome da sedentarietà

«La maggior parte degli studi osservazionali fatti in Italia — avverte  Guida — documenta che già in epoca pre-covid i ragazzini trascorrevano gran parte del tempo sul tablet». Si partiva già male, dunque. «E le conseguenze sulla salute sono ormai note. Esiste addirittura una sindrome causata dalla sedentarietà, la cosiddetta goffaggine motoria. Non dimentichiamo che i bambini si abituano a giocare con i dispositivi elettronici prima ancora di parlare. Questa modalità ludica da un lato li abitua a stare spesso fermi, ma dall’altro li porta quasi a immergersi in una sorta di mondo virtuale».

La mancanza di riflessi provoca cadute con fratture

Le ore davanti al tablet sono la morte dello sviluppo motorio. «Abbiamo notato che i bambini diventano meno agili e aumentano di peso. Mentre prima della pandemia arrivavano in ospedale per incidenti stradali, con il lockdown è capitato che molti di loro cadevano in casa, spesso scivolando in bagno». La situazione si ripete sempre con le stesse modalità: «trovano magari il pavimento scivoloso e cadono in maniera estremamente scoordinata perché non mettono in atto i meccanismi di difesa». La conferma arriva anche da Silvio Boero, direttore di Ortopedia e traumatologia dell’Istituto Giannina Gaslini di Genova. «La nuova generazione è ormai portata a trascorrere troppo tempo al computer o con lo smartphone. Questo non rende i nostri ragazzi abili e atti a svolgere attività anche normali. Spesso hanno problemi di coordinazione motoria, come avviene nell’anziano, e così una normale caduta può creare danni importanti».

Dati alla mano, le fratture da cadute nei giovani sono più che raddoppiate. «Abbiamo osservato un aumento specialmente quando c’è stata una riapertura dopo il lockdown. Siamo arrivati ad avere 30 fratture in un giorno, mentre prima eravamo a 10-15. C’è stato in sostanza un raddoppio di casi, i bambini cadevano malamente dentro le abitazioni, oppure appena usciti di casa, ai giardini, magari sullo scivolo. Molti hanno perso la capacità di essere rapidi nel saltare, cadono più facilmente e più facilmente si fanno male».

Cristina Gauri



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1 commento

  1. […] Le crostatine peggio dei pipistrelli di Wuhan, quindi. «I bambini a volte se le scambiano, mordono quella del compagno, sono imprevedibili a quell’età. Si tratta solo di sicurezza, noi siamo assolutamente favorevoli alla merenda, abbiamo sempre sollecitato le mamme alle sane merende, ma in questo momento non è ammissibile». Povera infanzia. […]

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