Roma, 26 lug — Uno scontro tra titani, non c’è che dire: in un’epoca in cui l’opinione pubblica è egemonizzata da influencer e gossip, assistiamo alla dura reprimenda di Selvaggia Lucarelli contro Chiara Ferragni. La Ferragni, che nei giorni scorsi si era rivolta al sindaco Sala per renderlo edotto della gravissima situazione di degrado e di violenza metropolitana in cui annega Milano, ha pensato bene poi di postare una storia in cui parlava di chi ruba la biancheria dagli alberghi come souvenir, ammettendo di averlo fatto lei stessa e scrivendo ai suoi 28 milioni di follower: «Ditemi che voi non lo fate».

Lucarelli bastona la Ferragni 

A questo punto è intervenuta la Lucarelli — ed è noto come i rapporti tra le due non siano esattamente idilliaci — la quale ha sottolineato l’ipocrisia di chiedere maggiore sicurezza e legalità e dall’altro lato rendersi protagonista di quello che a prima vista potrebbe sembrare una mera goliardata, ma nei fatti è un autentico reato. E pubblicizzarlo su TikTok a milioni di ragazzini ansiosi di emularla anche nel respirare non è esattamente un’idea «etica». «Qualcuno — scrive la giornalista — spieghi a Chiara Ferragni, colei che denuncia situazioni di illegalità a Milano, che portarsi a casa la biancheria dagli hotel non è una caz***a con cui fare contenuti su Tik Tok, è un reato».

Tanta ipocrisia 

La Lucarelli ha poi proseguito ricordando come «quello che per l’ospite può sembrare un divertimento, un gesto innocente, un stupidaggine, in realtà, per legge è un reato». In effetti la sottrazione di un oggetto che appartiene ad altri è a tutti gli effetti furto ed è un reato punito con sei/tre anni di reclusione e una multa da 154 a 516 euro. Perché un conto sono i set di cortesia che gli alberghi lasciano per gli ospiti, altro a dirsi la biancheria. Alla Lucarelli, dunque, non è andata assolutamente giù l’ipocrisia della Ferragni che solo pochi giorni fa aveva denunciato la grave situazione di criminalità e violenza in cui è immerso il capoluogo lombardo.

«Ogni giorno ho conoscenti e cari che vengono rapinati in casa, piccoli negozi al dettaglio di quartiere che vengono svuotati dell’incasso giornaliero, persone fermate per strada con armi e derubate di tutto». Questo il suo sfogo social, nel quale aveva tirato in causa anche il sindaco Sala. Sorvolando elegantemente sul fatto che tale escalation di brutalità criminali è anche figlia di quel clima di accoglienza ad ogni costo e di tolleranza passiva che la stessa Ferragni e il marito Fedez hanno sempre difeso nella loro comunicazione social… Ad ogni modo, la professoressa Ferragni ci ha impartito l’ennesima lezione: il furto, se lo commette un Vip, non conta come reato.

Cristina Gauri

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2 Commenti

  1. Paragonare il “furto” in un hotel (dove spesso gli oggetti sono fatti apposta per essere portati via, per pubblicità) con la delinquenza milanese mi sembra piuttosto pretestuoso

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