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Ma quali giovani e quali ragazzi, Ultima Generazione è il fossile del potere annoiato

by Eugenio Palazzini
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ultima generazione, vuoto

Roma, 22 mag – No, Ultima Generazione non rappresenta “i giovani”. Non è affatto la voce “dei ragazzi”. Ultima Generazione è solo la controfigura sbiadita, fuori tempo massimo, dei sessantottini che gridarono slogan per qualche anno e poi, come da profetica visione di Cioran, finirono tutti a fare i notai. Eppure sussiste il nauseabondo vizio, che a ben vedere alberga solo in una determinata parte politica orfana di sé stessa, di innalzare quattro pagliacci a rappresentanti del nuovo che avanza. Siccome ripetono a pappagallo gli slogan degli hippies che furono, gli eco-giullari vanno lodati e considerati addirittura portavoce di tutti i giovani. Mentre invece sono il fossile di una sinistra abbarbicata sulla torre d’avorio dell’insipienza, talmente distaccata dalla realtà da non accorgersi che la realtà la osserva distratta, giusto per riderci su. E così, mentre la Romagna è travolta dal fango, con giovani volontari arrivati da tutta Italia, giovani che senza tante chiacchiere si rimboccano le mani e si rendono davvero utili, la grancassa mediatica perde tempo a pompare gretinate alla Fontana di Trevi.

Ma quali giovani. Ultima Generazione è una farsa ribellistica

E’ tutto un plaudire all’ennesimo atto eco-illogico, di quelli messi a segno tanto per dare brio alla noia che pervade i cocchi del potere, convinti davvero di sensibilizzare sul cambiamento climatico e non il contrario, ovvero di attirare soltanto comprensibile riprovazione per il vandalismo. Si procede così, a suon di arlecchinate ribellistiche descritte come gesti rivoluzionari. Meteore di una farsa che muta forma, cambia colore, ma resta sempre farsa. Mero esibizionismo, utile secondo gli agenti (agiti) del caso ad attirare l’attenzione su un determinato problema globale da loro denunciato. Non ci considerano abbastanza? Allora facciamola grossa, così non possono ignorarci. Il ragionamento di fondo è tutto qua.

La conseguenza è altrettanto chiara: anche i più sensibili al problema denunciato, finiscono comprensibilmente per considerare queste carnevalate del tutto sbagliate. Gli autori si beccano quindi fischi e insulti. Alla base, d’altronde, c’è l’esaltazione dettata da ignoranza, che produce unicamente distruzione. E’ il vizio del moto estemporaneo, incapace di plasmare nuove visioni, dunque di inventare, produrre, generare. Imbrattare un quadro (o un monumento) non è uno schizzo “impressionista”, come preteso dagli eco-gretini, è esattamente il contrario. E’ oscurantismo becero, di chi è stato sin troppo coccolato, utilizzato come utile idiota da sbandierare all’occorrenza. E ora scalpita per farsi notare. Prova ne sia chi foraggia le proteste di questi fenomeni da baraccone, si va dai probi registi hollywoodiani alle ereditiere miliardarie, come documentato anche su questo giornale. Se esistesse davvero un’unica voce dei giovani, non dei ventriloqui del potere, molto semplicemente vi ripeterebbe una sola, chiarissima esclamazione: avete rotto le palle.

Eugenio Palazzini

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2 comments

Kfx 22 Maggio 2023 - 12:39

Maledetti schifosi bastardi drogati di merda.

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