Torino, 26 lug – “Ringrazio Dio ogni giorno per avermi fatto fascista”, ha scritto così sul suo profilo Facebook una maestra di Rivarossa, che insegna in alcune scuole elementari del Canavese, prima di essere segnalata alla Polizia Postale e all’Ufficio Scolastico regionale per questa affermazione giudicata indicibile dai pretoriani del pensiero unico che si affannano sulle tastiere dei social network. L’Assessorato all’Istruzione della Regione Piemonte, venuto a conoscenza del fatto, ha provveduto a darne comunicazione agli organi deputati alla verifica. Si è giunti così all’oscuramento del profilo Facebook della maestra piemontese.

Perché per i probi tutori del web antifascista non è ammissibile che una, bella, insegnante quarantenne possa esprimere tranquillamente la sua idea politica anche solo su internet. Apriti cielo, qualche bambino potrebbe addirittura restare affascinato da certe idee. Come se i giovani amassero sul serio la censura dei vegliardi. Per il Corriere della Sera addirittura la maestra avrebbe postato sul popolare social un’immagine di Mussolini. Per caso qualcuno di voi lettori ne ha mai notate su Facebook? “Una delle immagini pubblicate, ad esempio, riportava il volto di Mussolini – scrive il Corriere – e una scritta ambigua: «Quando ti rendi conto di andare contro tutto e tutti…capisci di essere dalla parte giusta»”. Incredibile davvero, cosa ci sia poi di ambiguo non è dato sapere. Si conosce invece la riflessione arguta del sindaco di Rivarossa: “E’ un’aberrazione”.

Puntuale come un orologio sovietico da mercatino delle pulci è arrivato anche il comunicato del Pd locale, particolarmente originale: “Castellamonte, città decorata con la medaglia d’argento alla Resistenza, nelle sue aule scolastiche meritava frequentazioni migliori. Rivolgiamo un appello al mondo della scuola e a tutte le forze democratiche affinché facciano sentire la propria voce”. Le forze democratiche che dovrebbero scagliarsi democraticamente contro una maestra che ha espresso un’idea politica su Facebook.

Alessandro Della Guglia

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2 Commenti

  1. Una mia Prof delle medie, in una scuola dove l’insegnamento a senso unico basato in gran parte sulla propaganda post bellica comunista, mi ha detto un giorno: “guarda che criminali e assassini erano anche quelli con il fazzoletto rosso”. Da allora ho usato la mia testa e mi sono documentato al di fuori degli “schemi”. Grazie Prof

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