Roma, 2 mag — L’ha toccata pianissimo su gay, cancel culture e inclusività Luca Barbareschi. Con le sue dichiarazioni rilasciate a Sutri lo scorso venerdì l’attore sta facendo ululare da giorni il mondo progressista nostrano, Lazio Pride e Vladimir Luxuria in testa.

Barbareschi contro il lobbismo Lgbt

Il registra ed ex-deputato PdL si trovava nella cittadina amministrata dal critico d’arte Vittorio Sgarbi in occasione dell’inaugurazione della mostra Eccentrici e solitari alla presenza di Sgarbi stesso e del ministro leghista per il Turismo, Massimo Garavaglia. Parlando della Biennale, del cinema e del teatro, Barbareschi ha scagliato i suoi strali contro lo stato dell’arte e dello spettacolo nel 2022. «La Biennale è imbecille perché invece di creare una narrazione nostra, da cui possiamo attingere con film e spettacoli bellissimi, se non fai una cosa decadente, triste, depressa, non sei artista. Il problema oggi non è essere omosessuale, il problema è la mafia degli omosessuali e delle lesbiche». «Mafia dei fr*ci», ha poi ripetuto.

Mafia, un termine decisamente forte, utilizzato con intenzioni chiaramente iperboliche per definire lo strapotere della lobby Lgbt nel campo dello spettacolo, ha fatto sobbalzare molti sulle proprie sedie ma ha incassato, stando a quanto riportano le cronache dei quotidiani nazionali, anche qualche bel «bravo» di approvazione.

La cancel culture è suicidio collettivo

Poi Barbareschi ha proseguito a testa bassa: «L’inclusività è la cosa più stupida del mondo. La cancel culture sta affossando l’Occidente in un suicidio collettivo». E giù di nuovo applausi. infine ha chiosato contro le «quote di diversità» previste dai canoni dettati dal «modello Netflix» che prevedono l’utilizzo di attori «etnici» fuori dal contesto storico della pellicola. «Io dovrei fare un film in cui c’è sempre un nano, un transgender, un cinese. Ma un cinese come? Omosessuale, lesbica?».

Gay in rivolta

Il popolo delle piattaforme social si è scatenato contro Barbareschi, chiedendone la testa, le scuse e il mea culpa pubblico, che per ora non è arrivato. L’attore non è mai sembrato tipo da dietrofront alla Sofia Goggia. «Quelle di Barbareschi sono parole inaccettabili», ha tuonato in una nota il Lazio Pride ricordando che «nel 2018 il Pride di Ostia, organizzato da Lazio Pride, fu dedicato proprio alle vittime delle mafie, in gemellaggio con il Pride di Napoli». E conclude: «La comunità Lgbt è vittima della criminalità organizzata, che sfrutta e opprime le condizioni di disagio di chi è vittima di omofobia. Barbareschi chieda scusa». Fa loro eco tutto il carrozzone arcobaleno, in testa la palermitana Virginia Migliore, presidente di Peter Boom Arcigay Viterbo. «Siamo fortemente delusi per le parole di Barbareschi pronunciate a Sutri. Mafie e comunità Lgbt sono in antitesi. Il 9 luglio saremo in piazza al Viterbo Lazio Pride anche contro le mafie, come già Lazio Pride fa da anni».

Le parole di Barbareschi hanno provocato l’immancabile reazione della solita, piccata Vladmir Luxuria, la quale, secondo la sua personalissima Welthanschauung trans, chiunque critica le persone Lgbt se le vuole in realtà portare a letto. O forse è lei che vorrebbe farlo, ma sulla propria strada incontra evidenti ostacoli? Non indaghiamo: sono misteri della mente umana. «Ci definisce “froci e lesbiche” e peggio ancora dandoci dei mafiosi. Da trans posso dire che “chi disprezza compra”… a buon intenditor poche parole».

Cristina Gauri

 

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Classe 1977, nata nella città dei Mille e cresciuta ai piedi della Val Brembana, dell’identità orobica ha preso il meglio e il peggio. Ex musicista elettronica, ha passato metà della sua vita a fare cazzate negli ambienti malsani delle sottoculture, vera scuola di vita da cui è uscita con la consapevolezza che guarire dall’egemonia culturale della sinistra, soprattutto in ambito giovanile, è un dovere morale, e non cessa mai di ricordarlo quando scrive. Ha fatto uscire due dischi cacofonici e prima di diventare giornalista pubblicista è stata social media manager in tempi assai «pionieri» per un noto quotidiano sabaudo. Scrive di tutto quello che la fa arrabbiare, compresi i tic e le idiozie della sua stessa area politica.

4 Commenti

  1. La Gaystapo anche nella vita comune ormai esiste eccome, ha posizioni consolidate e purtroppo ha pure alzato troppo la testa. Nel mondo dello spettacolo invece è sempre esistita (Visconti & Zeffirelli, Bolkan & Cicogna…) ed ora addirittura spadroneggia. Se ne faccia quindi una ragione il simpatico Babareschi.

  2. Corruzione e Dolore i Comandamenti della Sinistra : Mea Culpa…

    ” Puoi giurarci che sono chiacchiere e basta il loro tris d’intellettuali, impressionisti confusionisti tendenzialisti; un po’ farfugliano a sinistra, un po’ a destra, ma in fondo a quella loro anima puttana sono tutti ferocemente conservatori, dosatori di fini arguzie;…” – Louis Ferdinand Celine – 1937 –

    https://telegra.ph/Corruzione-e-Dolore-i-Comandamenti-della-Sinistra-04-29

    To be Continua in…

    By Manlio Amelio in Exquisite-Cadavre avec Louis Ferdinand Celine

  3. Ci sono certamente lobbies potentissime che condizionano l’azione degli Stati(non solo lgbtqxyz, ma anche filo immigrazioniste o di altro genere). La parola “mafia” ha scandalizzato molti, ma non bisogna essere ipocriti. A causa loro ci sono state carriere distrutte, licenziamenti, gogne pubbliche ,persino minacce(la Rowling, per dire, gira con la scorta)… Alla fine Barbareschi dice sempre cose interessanti e coraggiose, certamente non ovvie e mainstream come la maggior parte del culturame italiano odierno(quello che va nei salotti televisivi alla Fazio a prendersi applausi facili…)…

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